(Foto di archivio)
Piscina Via del Dos Fa discutere il progetto di riqualificazione. «Quella vasca è utile alle persone con disabilità»
La riforma della piscina di via Del Dos finisce nel mirino della critica tecnica e cittadina.
Al centro della contesa c’è il nuovo progetto esecutivo approvato dalla Giunta Rapinese, che prevede la creazione di un percorso Kneipp al posto della vasca piccola. Una scelta definita dalla dottoressa Marina Fasola come un «grave danno alla città».
«Per oltre dieci anni ho frequentato la piscina di Via Del Dos, come caregiver di mia mamma, disabile motoria grave e poi, a seguito di un incidente, come utente. Come professionista che si occupa di pazienti affetti da patologie neurologiche degenerative, ho letto con attenzione il progetto esecutivo approvato dall’amministrazione».
Secondo Fasola, la piscina più piccola non è un semplice accessorio, ma un presidio sanitario e sociale insostituibile. Solo in un ambiente protetto e con temperature controllate è possibile trattare disabili motori gravi.
Inoltre, secondo Fasola, la piscina piccola è l’ideale per ospitare una varietà di attività delicate: dalla prima acquaticità neonatale, dai disabili motori gravissimi, fino ai massaggi shiatsu per ridurre le contratture muscolari.
La critica quindi si incentra sulla nuova installazione prevista. «Tutto questo non si potrà più fare se verrà installato un percorso kneipp. Quest’ultimo più adatto a una Spa o ad essere installato come divertimento in un bosco. Come hanno fatto nel Parco del Lura a Lurate Caccivio ad esempio», spiega Fasola. Oltre alla dubbia utilità terapeutica rispetto alla vasca rimossa, emergerebbe un paradosso di accessibilità: la presenza di gradini renderebbe la struttura inutilizzabile proprio da chi avrebbe più bisogno di cure acquatiche.
«Come cittadina comasca vorrei vedere usate le tasse per un servizio che possa davvero essere utile alla cittadinanza», conclude l’appello la dottoressa.
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