Affari di droga con un uomo dei clan: in manette anche quattro comaschi
Il blitz La squadra mobile ferma i presunti componenti di una banda di spacciatori in città Tra i fornitori anche Marco Malugani, già condannato perché legato alla famiglia Coco Trovato
Lettura 1 min.Un’organizzazione giovane, di piccole dimensioni, tutto sommato rudimentale, ma di grande dinamismo. Così gli investigatori della Direzione antimafia di Milano descrivono i quattro comaschi fermati ieri mattina all’alba nell’ambito di una maxi operazione sul traffico di sostanze stupefacenti, con l’interessamento della criminalità organizzata. I quattro comaschi finiti in cella, su decreto di fermo firmato dal sostituto procuratore della Dda Francesco De Tommasi, sono accusati di associazione per delinquere finalizzati allo spaccio di hascisc e marijuana.
In cella
In manette sono finiti: il presunto capo, Denis Suku, 31 anni detto “Audi”, nato a Como e residente in città; Simone Albertella, 37 anni detto “Dandi”, nato a Erba e residente a Uggiate Trevano, accusato di essere il contabile del gruppo; Ugur Ertuk, turco di nascita, detto “il Freddo”, residente a Como e accusato di essere l’addetto al trasporto della droga; Antonino Laurenti, detto “Okkor”, 32 anni nato e residente in città, anche lui accusato del trasporto dello stupefacente.
Tra i fornitori della droga emerge anche il nome di Marco Malugani, lecchese residente a Monza, già condannato per associazione mafiosa in quanto considerato affiliato alla ’ndrangheta e vicino ai Coco Trovato.
Il quartier generale dei quattro, secondo quanto accertato dai poliziotti della squadra mobile di Como, che hanno seguito il capitolo lariano dell’indagine (che ha portato complessivamente a 17 fermi), è un garage di Monte Olimpino, a ridosso del ponte dell’Autolaghi. È qui che i quattro avrebbe stipato le partite di droga prima delle successive consegne, soprattutto a spacciatori locali.
L’inchiesta
La compravendita di droga contestata al gruppo dei comaschi ricopre un periodo dal 2022 ai giorni nostri. Un’attività particolarmente redditizia, almeno stando a quanto loro stessi dicevano intercettati dagli investigatori della squadra mobile della Questura di Como: «Simone si è fatto una casa, Ugur si è comprato una casa, per me fare 10mila euro sembra impossibile... abbiamo fatto un bel traguardo».
Per mesi i poliziotti hanno pedinato e intercettato gli indagati sentendoli trattare partite di “super lemon” o di hascisc “Saddam”, o ancora di “Cranberry” e “Super Mario”.
L’indagine comasca si è intrecciata con quella dei colleghi di Lecco che hanno fermato altre tredici persone sospettate di un vasto traffico di droga tra il Lario e l’area del Monzese e della città di Milano. Con aggancia agli ambienti ultras dell’Inter e della criminalità organizzata.
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