(Foto di archivio)
Sanità Asst Lariana pubblica i dati relativi al 2025: tempi molto lunghi all’ospedale Sant’Anna. Va meglio a Cantù (sette ore 13 minuti) e a Menaggio (tre ore e 8 minuti ma con meno pazienti)
Il tempo medio di attesa al Pronto soccorso del Sant’Anna è pari a dieci ore e cinque minuti, due ore e mezza in più di quanto si aspettava prima della pandemia. A Cantù, invece, i pazienti aspettano in media sette ore e 13 minuti, a Menaggio tre ore e otto minuti.
Sono questi i tempi medi di attesa certificati dall’Asst Lariana per il 2025, indipendentemente dal codice d’urgenza; come è facile immaginare i pazienti molto gravi attendono poco, quelli che non hanno necessità impellenti possono aspettare invece anche uno se non due giorni interi.
Nella rete dell’emergenza la pressione maggiore, come noto, si concentra soprattutto sul Sant’Anna, 40.782 accessi registrati l’ultimo anno per il solo Pronto soccorso generale, la somma tra emergenze pediatriche e ginecologiche arriva a 63.864 accessi.
«Il tempo di permanenza in Pronto soccorso è calcolato come intervallo tra la data e l’ora di accettazione e la data e l’ora di dimissione del paziente – spiega l’Asst Lariana -. Con riferimento all’anno 2025, la permanenza media al presidio di Cantù è stata di 7 ore e 13 minuti, al presidio di Menaggio di 3 ore e 8 minuti e al presidio di San Fermo della Battaglia di 10 ore e 5 minuti. Si precisa che il tempo di permanenza non coincide con il tempo di attesa, ma comprende l’intero percorso assistenziale in Pronto soccorso, inclusivo della valutazione clinica, degli eventuali accertamenti diagnostici, delle consulenze specialistiche e dell’osservazione clinica. La durata della permanenza è pertanto correlata alla complessità clinica dei casi trattati».
In teoria i pazienti non dovrebbero restare in Pronto soccorso per più di otto ore. Minori le attese nei presidi provinciali, dove però, soprattutto a Menaggio, arrivano meno pazienti. Statisticamente gli over 80 attendono sempre più ore rispetto ai più giovani. Rispetto agli ultimi anni, fatto il confronto con il 2023, il dato relativo alle attese al Sant’Anna è rimasto stabile, salvo una leggerissima riduzione dei tempi. I pazienti occorre dire sono in costante aumento, sebbene non abbiano ancora raggiunto il livello del 2019, quando, paradossalmente, la coda nel reparto di emergenza urgenza era però più rapida.
Dunque calati i pazienti è salita l’attesa. Perché? La mancanza di personale e la difficoltà di ricoverare i malati per mancanza di letti nei reparti sono tra le principali ragioni sottolineate dal personale medico.
«Per quanto riguarda i tempi di attesa medi in triage – spiega sempre l’Asst -, i codici azzurri hanno avuto il tempo medio più elevato, con 120 minuti di attesa, seguiti dai verdi (104 minuti), dai bianchi (60 minuti), dai gialli (51 minuti). Per i codici rossi l’attesa è stata mediamente di 9 minuti, relativi ai tempi burocratici di registrazione».
Occorre ricordare che sempre nel 2025 sul totale degli accessi al Pronto soccorso del Sant’Anna l’8,4% dei pazienti è stato registrato con il codice bianco, dunque con un bisogno di cura molto lieve, il 71,8% ha ricevuto un codice verde, una esigenza non davvero urgente, da trattare presso medici o guardie. I codice davvero critici sono dunque una minoranza, 18,4% i codici gialli, 1,4% i codici rossi.
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