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L’allarme Aumentano e si diversificano i casi di truffa in città: dal phishing a whatsapp. La polizia locale conferma: ogni settimana un automobilista scopre di essere stato raggirato
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Non passa settimana senza che grazie al sistema di lettura delle targhe, la polizia locale non fermi qualche comasco alla guida privo di copertura assicurativa. Il problema - raccontano al comando di viale Innocenzo - è che sempre più spesso si tratta di automobilisti in buona, buonissima fede, convinti di avere rinnovato eccome la propria Rc, salvo poi scoprire di essere rimasti vittima di una delle truffe più in voga di questi tempi e di avere risposto a un sms o a un messaggio whatsapp che invitava a “cliccare qui” per il rinnovo. Risultato? Un versamento di qualche centinaio di euro su una Postepay qualunque e una finta polizza che non vi protegge da un bel niente.
È anche in virtù di questa escalation di nuove truffe che il comandante della polizia locale Vincenzo Aiello ha avviato da qualche mese una campagna di informazione e prevenzione sostenuta da un finanziamento Ue ottenuto dall’amministrazione comunale: «Lo scopo - spiega - è quello di illustrare i meccanismi di raggiro più diffusi, nella speranza di riuscire a contenere un fenomeno che sta vivendo una espansione preoccupante. La nostra società sta cambiando, e sta cambiando anche a Como, città già di per sé parecchio attrattiva in virtù di un reddito pro capito piuttosto alto. La trasformazione di molti quartieri, che registrano una diminuzione della residenzialità a beneficio della proliferazione di b&b e di case vacanze, è un fenomeno che determina, tra l’altro, anche il venire meno del controllo di vicinato, una prassi virtuosa che per molte persone, specie le più anziane, rappresenta da sempre la prima forma di tutela».
I modelli di raggiro più diffusi sono ormai abbastanza noti; c’è la truffa del finto carabiniere, la truffa del finto emissario dell’azienda del gas o del finto addetto alla lettura del contatore dell’acqua, e c’è la truffa del finto incidente, in cui un congiunto chiede soldi per garantire cure ospedaliere che - ricorda ancora Aiello - «in Italia sono per fortuna ancora gratuite». «Troppo spesso dimentichiamo che al danno economico se ne aggiunge anche uno di tipo psicologico, affatto secondario: queste forme di raggiro rappresentano una autentica violenza, soprattutto nei confronti delle persone un po’ più anziane, che finiscono per sentirsi inadeguate, incapaci di badare a se stesse».
I meccanismi di salvaguardia, però, esistono: «Il primo è il numero unico di emergenza - prosegue Aiello -, il 112, cui è bene rivolgersi tempestivamente anche soltanto in caso di sospetti, l’altro è rappresentato da una quota minima di diffidenza dovuta, e che si traduce nella cautela da usare nei confronti di chiunque bussi a una porta o suoni un campanello avanzando pretese quali, appunto, quella della lettura di un contatore». Del resto tecnologia e “ingegno” corrono, ed è importante mantenere alta la guardia. «Oggi - conclude il comandante - grazie all’intelligenza artificiale è perfino possibile riprodurre perfettamente la voce di un congiunto, di un figlio o di un nipote. Ecco perché è bene rimanere sempre vigili. E ricordarsi che una telefonata in più, al 112 o a un parente, può fare la differenza».
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