Dopo il maltempo degli scorsi giorni, gli alberi fanno paura. La parola all’esperto: «Serve più prevenzione»

Il caso Il presidente dell’Ordine degli agronomi: «Pericolo concreto, non c’è da scherzare. Impariamo a curare il patrimonio arboreo. Servono verifiche e manutenzione costante»

Gli agronomi comaschi in questi giorni stanno lavorando senza sosta per verificare lo stato di alberi e piante pericolanti, con decine e decine di arbusti finiti a terra. E lanciano un appello affinché si investa di più nella manutenzione.

Il punto della situazione

«È da settimane che con la grandine, i temporali e il vento si stanno moltiplicando le chiamate per crolli o rischio crolli – spiega Ettore Piero Antonio Frigerio, presidente dell’Ordine dei dottori agronomi di Como, Lecco e Sondrio – non senza danni alle case e alle macchine. Il problema è serio. Purtroppo l’unica soluzione per prevenire le situazioni più pericolose è monitorare con attenzione lo stato di salute degli alberi durante il corso degli anni. Ispezionare la solidità della pianta, le possibili patologie, valutarne i rischi. Spesso cadono anche piante che apparentemente non hanno nulla. Non c’è altro modo, dobbiamo avere più cura del nostro patrimonio arboreo». Non solo nei parchi e nei giardini, ma anche lungo le strade. Troppo spesso secondo gli agronomi fatti lavori e scavi non si tengono in considerazione le radici delle piante che poi muoiono, cadono o vengono sacrificate.

Se manca la cura del verde, arrivano le multe

A proposito di verde privato invece con un atto formale il Comune di Como a metà mese ha ricordato ai cittadini l’obbligo di provvedere alla cura del verde, per evitare che erbacce e rami creino disagi alla comunità. Altrimenti Palazzo Cernezzi è pronto a sanzionare con multe anche molto salate.

«Verifiche e manutenzioni sono doverose – dice ancora l’esperto – mi riferisco non tanto all’erba che esce dalle ringhiere, ma in particolare alla caduta degli alberi. Non c’è da scherzare. In Brianza tante abitazioni sono state rovinate dalle piante crollate. In città meno, ma nella cintura urbana gli alberi caduti causa maltempo e scarsa cura hanno fatto disastri, per esempio a Villa Guardia. Non si sono salvati anche paesi come Anzano e Alserio. Potature a parte, in futuro dovremo piantare alberi diversi. Più adatti al cambiamento climatico, ad un ambiente ormai più tropicale che mediterraneo. La nostra vegetazione con l’aumento delle temperature sta profondamente cambiando». Tradotto, più ulivi e meno faggi, una pianta che sta sparendo dai nostri boschi perché non regge a lunghi periodi di siccità. Ci sono poi scelte scellerate secondo l’esperto fatte sul nostro territorio, come le decine di pini marittimi piantati decenni fa nel Comune di Grandate, alberi che non si sono mai ambientati bene all’ambiente e che hanno sempre dato parecchi problemi, ultimi diversi cedimenti complice il maltempo.

Il parco di Villa Olmo

Quanto invece agli alberi cittadini più famosi? «Io mi occupo di Villa Olmo – spiega ancora Frigerio – che non ha per fortuna riportato gravi danni. C’è, è vero, uno dei due olmi che ormai è a fine vita. Nel prossimo futuro dovrà essere eliminato. È normale, raggiunta la maturità c’è bisogno di ricambio. Sempre in riva al lago anche alcuni tigli davanti alla nuova passeggiata sono da tempo ammalorati e vanno rimossi. Sono morti da parecchio, penso sia solo una questione di autorizzazioni e cantieri, ma il destino è segnato». Proprio ieri mattina, infine, allarme per un ramo caduto vicino ai tavolini del bar in fondo a via Carducci, angolo con Giovio.

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