Alla cartoleria: «Noi, rapinati due volte adesso abbiamo paura. E forse ci arrenderemo»

Via Briantea Picchiati e minacciati dal bandito solitario. «Stiamo seriamente pensando di chiudere l’attività. La cosa più bella? La solidarietà arrivata dalle persone»

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La signora Gilda si porta ancora addosso i segni dell’aggressione. Gli occhi contornati da lividi blu, la mano sinistra fasciata a causa di un dito che ha rischiato la frattura steccato. Sono i segni delle botte che un rapinatore solitario le ha lasciato addosso, venerdì della scorsa settimana. Rapinatore che, poi, si è di nuovo presentato pochi giorni dopo a minacciare il marito.

Ma nonostante quei segni, la signora Gilda non rinuncia a rivolgere ai clienti il suo miglior sorriso. Ha modi gentili, accompagnati da una voce accogliente e dolce. Una voce che però, a tratti, tradisce l’amarezza per una decisione che si fa sempre più concreta: «Certo l’età è quella che è, ma dopo le due rapine subite stiamo pensando davvero di chiudere per sempre».

La cartoleria Briantea è quasi un’istituzione, nel quartiere di San Martino. Quando le cose andavano veramente bene, e il commercio on line non si era mangiato gran parte del mercato, la mattina prima dell’inizio della scuola gli studenti diretti al Setificio che scendevano con il bus proprio di fronte alla cartoleria passano spesso a comprare chi un quaderno, chi i pennarelli, chi il foglio a protocollo per l’imminente verifica.

Dietro il bancone, da sempre, ci sono loro: Ferruccio Prosdocimo e la moglie Gilda Rogantini. Che a dispetto di un’anagrafe che li posizione tra gli over 70 ancora hanno voglia, la mattina, di tirar su le saracinesche del loro negozio. O meglio: avevano voglia.

«La paura ti viene eccome» racconta la signora Gilda. «Io ero da sola quando è entrato questo giovane, che è venuto dietro il bancone per rubarmi il portafogli. Io lo strattonavo e lui ha cominciato a picchiarmi a darmi dei pugni». Ha rimediato traumi che si sono tradotti in una prognosi di venti giorni. Quattro giorni dopo è toccata al marito: «Non vivi certo sereno, dopo aver subito quello che abbiamo subito. Non è la prima volta che o veniamo derubati o anche rapinati. Una volta - racconta il signor Ferruccio - è entrato un tizio che mi ha detto: “Se mi dai 5 euro quello del bar ha promesso che te ne dà 10 a te”. Gli ho risposto: “Ah sì? Bene, vediamo”. Siamo andati al bar e prima di entrare questo tizio se n’è andato. E, per tutta risposta, mi ha distrutto la vetrina».

«Lui - fa cenno la signora Gilda, indicando il marito - è troppo buono. Lo sanno che, se può, a chi ha bisogno dà sempre un euro o una mano. Ma c’è chi ne approfitta». Poi c’è chi, invece, di fronte a due persone over 70 anni sceglie la violenza.

«Dopo le due rapine - racconta il figlio, Fabio - ho detto di non tornare in cartoleria. Venerdì sono venuto io ad aprire». Ieri mattina nel negozio c’erano tutti e tre. Il signor Ferruccio è impegnato a fare le fotocopie delle denunce formalizzate ai Carabinieri: «Sono stati molto gentili, ma cosa possono fare?» si chiede con quel pessimismo tipico e comprensibile di chi ha ancora negli occhi e nella mente il volto sporco di sangue della moglie e il volto minaccioso e furente del rapinatore. «La cosa molto bella che è successa è stata la solidarietà della gente - dice, capace ancora di far spazio all’ottimismo, la signora Gilda - In molti mi hanno chiamata per sapere come stavo. Il mio vicino di negozio mi ha regalato dello spray al peperoncino. Mi ha detto: “Così se torna puoi difenderti”». La speranza, certo, è che nessuno torni per quello. Ma la paura che possa succedere di nuovo è vive. Eccome.

«Da tanto tempo siamo indecisi se continuare oppure meno - racconta il signor Ferruccio - ma quanto avvenuto potrebbe accelerare i tempi della decisione». «In realtà - gli fa eco la moglie - lui (e lo indica ndr) non vorrebbe mai chiudere. Però dopo queste due rapine, anche lui sta perdendo la voglia di andare avanti».

Aver paura di andare a lavorare. Nel luogo dove per una vita hai sorriso agli studenti e ai clienti. In un quartiere a pochi passi da Como Borghi. Se davvero la signora Gilda e il signor Ferruccio dovessero decidere di arrendersi, quelle saracinesche abbassate suoneranno tanto come una sconfitta per tutta la città.

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