Alla Corridoni tanti iscritti nonostante l’incertezza sul futuro della scuola
Como Il presidente del consiglio d’istituto Simone Molteni: «Auspico che questi numeri consentano un dialogo più sereno con l’amministrazione comunale perché interpretano chiaramente cosa chiede la comunità»
Como
Non c’è tarantella amministrativa che scoraggi i genitori dei futuri alunni, anzi, ora che si sono chiuse le iscrizioni alle scuole primarie e secondarie per l’anno scolastico 2026/2027, il consiglio dell’Ic Como Borgovico esprime «grande soddisfazione per i numeri complessivi, in linea con quelli degli anni passati».
Tre le scuole citate nella nota, e la prima non può che essere la Corridoni: «Nonostante il clima di incertezza e la conflittualità generata dal confronto con l’Amministrazione comunale - si legge nella nota -, le iscrizioni sono state numerose e consentono di creare ben due nuove classi prime, mantenendo inalterato il numero complessivo delle classi (undici)».
Per quanto riguarda la scuola Sauro di via Perti, «nonostante il tentativo di chiusura del plesso da parte dell’Amministrazione comunale e l’attuale mancanza di un piano di ristrutturazione dell’immobile», anche qui le iscrizioni sono state «più che sufficienti per creare una nuova classe prima», mantenendo invariato il numero delle classi.
Boom di richieste invece alla scuola secondaria Foscolo per quanto riguarda le classi a curvatura sportiva (a cui si aggiunge un gruppo classe in più) e a indirizzo musicale.
«Siamo molto soddisfatti per la fiducia accordataci dalle famiglie» commenta Grazia Miccolis, dirigente scolastica, mentre Simone Molteni, presidente del consiglio d’istituto non risparmia parole nei confronti del Comune: «Auspico che questi numeri consentano un dialogo più sereno con l’Amministrazione comunale perché interpretano chiaramente cosa chiede la comunità, cioè mantenere viva la scuola Corridoni e concludere i lavori, interrompere la progettazione di spazi aggiuntivi sul terrazzo della scuola Foscolo e procedere a un piano di manutenzioni ordinarie e straordinarie su scuole (come la Sauro) e palestre attive». Impossibile non pensare al piano di razionalizzazione: «Chiudere dei plessi non è un tabù - continua Molteni -, ma è una questione delicata da affrontare con le competenze necessarie e con una visione complessiva e di lungo periodo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA