Allarme caldo: il più drastico mai registrato in Europa a giugno

Focus Un’analisi dei dati ufficiali rilasciati da Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell’Unione Europea

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Como

L’estate meteorologica si è aperta riscrivendo le mappe del clima europeo. Secondo i dati ufficiali rilasciati da Copernicus (il programma di osservazione della Terra dell’Unione Europea), il mese appena trascorso si è piazzato come il secondo giugno più caldo di sempre a livello globale, superato solo dal picco estremo registrato nel 2024. Tuttavia, c’è una porzione di mondo in cui il caldo non è stato semplicemente eccezionale, ma del tutto inedito: l’Europa occidentale ha vissuto il giugno più rovente della sua storia recente, infrangendo primati che resistevano da decenni.

Europa occidentale nella fornace: i dati dell’anomalia

L’area occidentale del nostro continente è stata investita in pieno da due devastanti ondate di calore subtropicale. I termometri hanno toccato picchi impressionanti, arrivando a registrare fino a 46°C in Spagna e Portogallo, con indici di stress termico percepito vicini ai 48°C. I numeri elaborati dagli scienziati di Copernicus evidenziano la portata del fenomeno: Temperature oltre i tre gradi sopra la media: In Europa occidentale, la temperatura media del mese ha superato di ben 3,05°C il periodo di riferimento climatico (1991-2020). Si tratta di uno scarto enorme per la climatologia su scala mensile. Record abbattuti: Paesi come la Francia e il Regno Unito hanno registrato il loro giugno più caldo di sempre, mentre la Germania e i Paesi Bassi si sono assestati al secondo posto. Il vecchio record per l’Europa occidentale, stabilito nella storica estate del 2003, è stato ampiamente superato. Il contesto globale: A livello planetario, la temperatura media si è attestata a 16,56°C, staccando di 1,39°C i livelli dell’era pre-industriale.

Anche i mari bollono: l’allarme del Mediterraneo

Il vero e proprio “motore” di questa escalation termica estiva si nasconde però nell’acqua. Gli oceani extraterrestri hanno registrato le temperature superficiali più alte mai misurate per il mese di giugno, battendo di un soffio (0,01°C) il record del 2024, complice anche l’influenza di El Niño nel Pacifico. La situazione è preoccupante soprattutto vicino a noi: il Mediterraneo occidentale e le coste atlantiche limitrofe sono stati colpiti da una violentissima ondata di calore marina. In alcune aree le acque superficiali hanno toccato un picco giornaliero di 27°C, un valore che si colloca a ben 3,7°C oltre la norma stagionale. Mari così caldi agiscono come enormi termosifoni, impedendo alle temperature terrestri di scendere durante la notte e accumulando un’energia immensa che rischia di tradursi in fenomeni temporaleschi estremi nei mesi successivi.

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