Altra grana per la Croce Rossa: il presidente è incompatibile?

Il caso Eletto a maggio, Gargiulo è però anche dipendente di Asst Lariana, che ha segnalato una possibile violazione di una norma di legge

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Non c’è pace per la Croce rossa: il nuovo presidente lavora anche sulle ambulanze dell’Asst Lariana.

Paolo Gargiulo, 48 anni, di mestiere da anni si occupa di trasporto ed emergenze per gli pubblici ospedali di cui è dipendente. A maggio però è stato eletto alla guida del comitato dei crocerossini di Como, da tempo in crisi dopo lunghi commissariamenti. Le due posizioni, è chiaro, hanno un collegamento quasi diretto e hanno fatto dunque emergere un potenziale conflitto d’interesse.

Tant’è che il nuovo incarico alla Croce rossa non sarebbe stato, a quanto si apprende, comunicato dall’interessato per tempo all’Asst Lariana. Anzi il neoeletto presidente dei soccorritori ha continuato a lavorare sulle ambulanze come sempre. Fintanto che l’Asst Lariana ha formalizzato nei suoi confronti una comunicazione.

Non una diffida, non una richiesta ufficiale di fare un passo indietro dalla presidenza della Croce rossa, ma una informativa circa la possibile violazione dei regolamenti avvenuta alla luce del possibile conflitto venuto a galla. E del resto l’Asst Lariana, in caso di urgenze, avesse bisogno trasporti, mezzi, potrebbe rivolgersi tra le realtà locali proprio alla Croce rossa. Quel che viene messo in dubbio, nello specifico, non è tanto il lavoro di autista fatto da Gargiulo sulle ambulanze, quanto le richieste di servizi inviate dall’ospedale alle varie organizzazioni di soccorso, tra cui la stessa Croce rossa.

La notizia, seguita dai sindacati e confermata dall’ex azienda ospedaliera, non trova per il momento commenti o letture, le persone coinvolte declinano interviste. È possibile che il caso valga un prossimo passaggio dalla commissione disciplinare, potrebbero esserci anche conseguenze di tipo legale, è stato però impossibile raccogliere ulteriori dettagli.

Contattato telefonicamente Gargiulo stesso dice di essere assente dal lavoro come pure dalla Croce rossa, e prima di sbilanciarsi preferisce attendere un quadro più chiaro. Intanto è stato spostato dall’ospedale ad altra mansione.

In Croce rossa di contro c’è grande sconforto. Dopo i primi interventi pieni di speranza per il nuovo direttivo che si è insediato in primavera con le elezioni, superati i tanti commissariamenti, è tornato di nuovo il silenzio.

Peraltro proprio dal corrente mese in tribunale il comitato ha definitivamente chiuso il concordato. La Croce Rossa è uscita dalla crisi, i quasi otto milioni di euro di debiti accumulati dalla precedente gestione, finita all’attenzione dei giudici, sono stati saldati come pattuito in sede fallimentare. Riecco però puntuale l’ombra di una nuova matassa da sbrogliare.

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