Altri due in cella per la rapina alla gioielleria

Tavernola Colpo da centomila euro. Sono giovani residenti in città i presunti complici del ragazzo già preso per il colpo da Stroili

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Como

Hanno tutti tra i 22 e i 23 anni i giovani accusati di aver messo a segno la rapina alla gioielleria Stroili di Tavernola, quella all’interno del centro commerciale Bennet. I poliziotti della Squadra mobile di Como hanno arrestato altri due presunti responsabili dell’assalto del 23 aprile scorso, quando a tardo pomeriggio in tre con il volto coperto e armati di pistola e martelli da muratore, hanno fatto irruzione nel negozio, distrutto le vetrinette e rubato gioielli per un valore complessivo di 96mila euro.

In cella sono finiti Giovanni Muscarella, di Rebbio, e Pierfrancesco Marici, di Maslianico. Vanno ad aggiungersi a Omar Fatnassi, anche lui di Rebbio. All’appello manca una quarta persona. Il blitz degli agenti ieri mattina all’alba. A firmare l’ordinanza di custodia cautelare in carcere il giudice Mercaldo, su richiesta del pubblico ministero Antonia Pavan, titolare dell’indagine.

A loro i detective della Squadra mobile della Questura di Como sono risaliti grazie a una indagine fatta di pazienza e piccoli passi. Un percorso a ritroso, che ha permesso ai poliziotti di riavvolgere il nastro fino al punto che ha permesso loro di avere una foto nitida dei due sospettati.

A mettere gli investigatori sulla pista giusta sono state fin da subito le immagini interne e, soprattutto, esterne al centro commerciale. Perché grazie a queste sono riuscite a vedere i rapinatori montare a bordo di una Fiat 500 e di prendere pure la targa. Questo aveva consentito, grazie ai portali di lettura targhe, di intervenire e fermare già la sera stessa Omar Fatnassi, trovato - peraltro - con parte della refurtiva ancora addosso. Ma all’appello mancavano gli altri. Ed è qui che l’auto è tornata ancora utile. Perché la 500 era stata noleggiata proprio il giorno della rapina in provincia di Milano. A noleggiarla: Pierfrancesco Marici. Che a ritirare l’auto non era andato da solo, bensì in compagnia di un altro giovane ben ripreso dalle telecamere nella zona dell’autonoleggio. E quel giovane aveva le sembianze di Giovanni Muscarella.

Ricostruendo gli spostamenti dell’auto attraverso il gps montato dalla società di noleggio, i poliziotti hanno verificato passaggi sia a casa del primo a Rebbio che a casa del secondo a Maslianico, prima dell’arrivo a Tavernola. Dove, alle 18.45, il terzetto di rapinatori ha devastato la gioiellerie fuggendo con un bottino da 96mila euro. Bottino, al momento, non ancora recuperato. Tra domani e dopodomani i due saranno interrogati in carcere, dove si trovano da ieri mattina.

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