Altro che “sdraiati”: con la rubrica “Up” giovani a caccia di storie

La serie Oggi l’episodio 100 di “Up! Storie di ragazzi in movimento”, la rubrica video curata da YouthBank: «Siamo cresciuti grazie alle vicende che abbiamo raccontato»

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Davanti alla videocamera, prima titubanti, poi sempre più appassionati. Se Michele Serra li vedesse, certo non ne parlerebbe come dei giovani sdraiati.

- Qui sono raccolti tutti i contributi video della rubrica “Up”

Dopotutto le ragazze e i ragazzi di YouthBank che nel 2024 hanno lanciato “Up! Storie di ragazzi in movimento”, lo hanno fatto proprio per questo: raccontare tutti quei giovani comaschi che, allo studio o al lavoro, hanno affiancato gli impegni più disparati. C’è chi si è messo alla prova con il volontariato, chi con l’arte, chi con lo sport e chi ha vissuto esperienze di vita che meritavano di trovare una luce. Tutto è stato documentato con l’aiuto del regista comasco Paolo Lipari, e pubblicato sul sito del nostro quotidiano. Oggi però, in occasione dell’episodio 100, la telecamera si è capovolta, per raccontare quel gruppo di giovani, altrettanto in movimento, a cui spetta l’onere e l’onore del microfono.

Dietro le quinte

«Facevo parte della task force di YouthBank e a un certo punto ci siamo accorti che a Como ci sono tanti giovani e realtà che si spendono per il territorio, noi per primi ci trovavamo una volta a settimana. Perchè non raccontarlo?». Inizia così Ohri Koxhaj, una delle giovani reporter che hanno co-fondato la rubrica. «L’idea era portare storie di ragazzi che smuovono e si muovono per la nostra città. Ma forse ancor di più ciò che cerchiamo di scoprire è la motivazione dietro tutto quello sforzo».

Mentre il microfono di Ohri è rimasto sempre lo stesso, lei racconta di essere cresciuta tantissimo: «Se faccio un confronto tra le prime e le ultime interviste, me ne accorgo proprio. All’inizio era quasi strano andare con telecamera e microfono a fare domande». Non è l’unica, anche Debora Scaramuzzo, reporter della prima ora proprio come Ohri, ricorda le prime interazioni quasi come impacciate: «Non avevo idea di cosa chiedere, sono stata molto guidata. Poi con il tempo ho capito cosa chiedere a chi avevo davanti». Da quelle prime esperienze ad oggi, ne sono passate di interviste davanti alla lente della telecamera. Ma il primo servizio non si scorda mai. Debora era ad Albate «in un centro sportivo dove ragazzi con disabilità giocano a basket. Intervistai gli allenatori volontari». Lorenzo Pastore invece, che ha 23 anni e si è unito ad Up! dopo essere stato uno youthbanker, ricorda: «Nel mio primo giorno avevo girato due servizi: uno su una cantautrice comasca che aveva appena vinto un premio e l’altro su un’associazione che offriva lezioni musicali a prezzi calmierati». E racconta quanto è bello, dopo il giusto allenamento, diventare finalmente «padroni dell’intervista».

Le emozioni

Girando su e giù per il Comasco, accompagnati dall’attrezzatura di Paolo Lipari, è stato inevitabile imbattersi in storie che, a distanza di mesi, rimangono ancora impresse. Per Debora è stata l’intervista a «una ragazza ucraina, che mi ha emozionato molto. In quel momento ti rendi conto che non lo fai solo per te ma anche per il pubblico che fruirà il contenuto e per la stessa persona intervistata». Per Ohri è stato l’incontro con «una ragazza, appena uscita da una malattia. A 17 anni aveva lanciato un messaggio fortissimo». Per Lorenzo, invece, era la storia di «un gruppo di ragazzi che avevano aperto canali social per vedere in streaming gli eventi sportivi amatoriali. Lo avevano fatto perchè tanti ragazzi avevano famigliari lontani, e così potevano vederli giocare». Insomma, lo confermano tutti e tre: si cresce anche attraverso le persone che si incontrano. Debora, che è classe 2006 e sogna di trasformare questa esperienza nel suo lavoro, rivela: «Da fuori sembra che giovani siano davvero pigri, e forse anni fa ci credevo un po’ anche io». Ma le storie di vita, di volontariato, di iniziativa e di impegno per l’altro passate dal microfono di Up! hanno dimostrato «quante energie ci sono in gioco». L’episodio numero 100, disponibile da oggi su laprovinciadicomo.it nella sezione, è dedicato a tutto ciò che non era stato mostrato finora.

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