Anche a Como tra i giovani il 42% fuma. E la e-cig rimane rischiosa

Salute I pediatri lanciano l’allarme: «Attenzione: sigarette elettroniche certamente nocive per i polmoni»

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Quattro giovani su dieci fumano, i pediatri mettono in guardia anche dai dispositivi elettronici.

Secondo i dati diffusi dalla Lilt, la lega italiana per la lotta ai tumori, negli ultimi due anni il dato medio a livello regionale dei fumatori complessivi (valido anche per la provincia di Como) si è abbassato: dal 41% del 2024, i cittadini dipendenti da nicotina sono passati al 38% nel 2025, quindi all’inizio di quest’anno al 37%. Stando a queste proiezioni, pubblicate in occasione della giornata mondiale senza tabacco (che sarà domenica 31 maggio), però è ancora alta la percentuale dei giovani fumatori tra i 18 e i 34 anni: il 42%.

L’indagine promossa dalla società Swg si concentra dunque sui fumatori digitali, con età d’esordio sempre più precoce. Consumano svapo o tabacco riscaldato il 40% dei fumatori della stessa fascia giovanile, under 35, quando invece nell’età più adulta la percentuale scende fino al 10%. L’analisi consolida queste abitudini di consumo nel passaggio tra i 18 e i 20 anni, quando il vizio saltuario, occasionale, si trasforma in dipendenza continuativa.

«E’ un primo passo verso la vera dipendenza - dice Daniele Merazzi, primario del Materno infantile dell’ospedale Valduce - i rischi delle e-cig non sono da sottovalutare. Non è vero che le nuove sigarette elettroniche non fanno male, sono al contrario sicuramente nocive. I pericolo vengono meno percepiti, purtroppo basta guardare le porte d’ingresso dei nostri grandi istituti superiori al mattino, sempre affollate di studenti tutti con qualcosa in bocca».

In media ogni fumatore l’anno spende 1.492 euro. Tra i 35 e i 54 anni la percentuale di dipendenti da nicotina è pari al 41%, tra i 55 e i 74 il 29%.

“Svapare”, rispetto alla normale cartina con il tabacco, esenta i fumatori dai danni delle combustione diretta. Lastre e radiografie dei polmoni però mostrano anche nei consumatori di e-cig delle evidenze, degli esiti che restano nel corso degli anni. Dove le lastre dovrebbero mostrare un nero profondo si intravedono delle piccole macchioline bianche, cicatrici, segni non innocui. Questo fenomeno, osservato solo di recente dai ricercatori, è stato ribattezzato con il nome di «polmoni a pop corn». Secondo lo pneumologo comasco Paolo Pozzi, divenuto primario a Sondrio,«il quadro radiologico che si evidenzia è quello di una bronchiolite obliterante ostruttiva, dettata, anche, da un uso frequente delle e-cig. I liquidi contenuti in questi prodotti, scaldate le sostanze oleose, possono nel tempo accumularsi negli alveoli polmonari. Nei primissimi anni dall’introduzione in commercio delle nuove sigarette elettroniche non avevamo, come comunità scientifica, grande cognizione dei danni possibili, adesso possiamo invece osservare i risultati». Attenzione, non si tratta di danni frequenti, prima di lasciare questi segni a livello polmonare serve, sia chiaro, un consumo continuativo nel lungo periodo, anzi un vero abuso. Ma certamente, dice Pozzi, «dopo un decennio dall’invenzione di questi strumenti per fumare possiamo affermare che si tratta di strumenti che non sono esenti da rischi».

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