Ancora braci e fumo: sul Monte Goj continua la bonifica
L’aggiornamento Il grosso delle fiamme è stato domato. Restano punti caldi nel sottosuolo, ma la pioggia di ieri sera ha aiutato. Con un drone si è mappata l’intera montagna
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In piazza d’Armi la domenica ha il sapore di un caffè nel bicchiere di carta, bevuto in piedi o sotto la tenda del Centro operativo comunale, che è rimasto attivo anche per tutta la giornata di ieri.
A tre giorni e mezzo dall’inizio dell’incendio, la situazione sui versanti del Monte Goj è questa: il grosso del fuoco è stato spento, e in questo sono stati provvidenziali i canadair, oltre alla pioggia che ieri in tarda serata è finalmente arrivata. Ma sul tappeto del bosco c’è ancora qualche brace che, ogni tanto, fa ripartire dei piccoli focolai, che ieri sono stati contenuti via cielo e via terra dagli operatori dei vigili del fuoco e della protezione civile. L’elicottero rimasto al lavoro, in soli 2 minuti carica l’acqua, vola verso il punto critico, la scarica e ritorna sopra piazza d’Armi. Qui, tra camion, furgoni e jeep, a farla da padrona è il suono dei walkie-talkie con cui chi sta al campo base coordina chi si trova sotto gli alberi. E mentre l’elicottero è fermo per fare rifornimento di carburante, i vigili del fuoco estraggono dalla camionetta un drone grigio e rosso. Si tratta di uno strumento tutto sommato piccolo, ma di un aiuto enorme. Perchè sulla pancia di quel drone, comandato da joystick e pulsanti, c’è sì una telecamera normale, ma anche una termica, che permette di individuare anche nelle zone più impervie del Monte Goj i punti in cui il terreno brucia ancora.
Le immagini, trasmesse in diretta su un computer a bordo della camionetta rossa, vengono mostrate anche al prefetto Corrado Conforto Galli, che proprio da Muggiò, in mattinata, non risparmia parole di gratitudine: «Ci tenevo a ringraziare tutte le unità operative che fin dalle prime ore si sono succedute con grandissimo impegno e determinazione. Nel momento più caldo, oltre 180 vigili del fuoco, addirittura da fuori regione, sono intervenuti. Anche adesso, a distanza di tempo, l’incendio è sotto controllo, ma sono ancora in atto le operazioni di bonifica. Ci sono delle piccole colonne di fumo che vengono monitorate non solo a livello ottico ma anche termico (con il drone ndr). In questo modo si va a cesellare con precisione in cosiddetto “punto caldo”, quello che ancora può evolvere in incendio». Dalle prime ore di giovedì e per tutto il weekend, decine di volti, concentrati e in alcuni casi provati, hanno attraversato il campo base di Muggiò. E non basterebbe una pagina per riportare tutti i loro nomi. Dalla Croce azzurra alla Croce rossa, i vigili del fuoco, i piloti degli elicotteri, le forze dell’ordine, il Comune, i volontari Aib e quelli del Lario, il corpo della protezione civile. Insomma, un sistema davvero articolato che «ha dato prova assoluta della capacità e operatività in un periodo totalmente di ferie come questo».
Tornando agli aspetti più pratici di questa vicenda, ieri pomeriggio il drone ha continuato a sorvolare la montagna, per dare agli operatori una mappatura termica completa dell’intera area coinvolta dall’incendio. Via Oltrecolle, inizialmente chiusa tra Lora e via Madruzza perchè la montagna versava in uno stato critico, è stata ripulita e riaperta solo in discesa da Lora. L’altra corsia resta chiusa. Inutile dirlo, anche i sentieri del Monte Goj rimangono inaccessibili, senza se e senza ma. Eppure in questi giorni le file di curiosi non sono mancate, ostacolando le operazioni di spegnimento e mettendo a rischio la propria sicurezza, come se quella montagna non fosse mai bruciata.
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