Ancora tuffi al Tempio: «L’acqua sembra pulita». Ma il pericolo è invisibile

Giardini a lago Passano gli anni ma la “moda”di nuotare dove è vietato resiste: «I cartelli?Non li avevamo notati»

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Como

La spiaggetta situata alle spalle del Tempio Voltiano, come ogni anno, si è trasformata in un affollato lido dove decine di bagnanti cercano refrigerio. Il problema è che in quel preciso punto del bacino l’acqua è fortemente inquinata. A confermarlo sono gli ultimi dati della campagna di Legambiente, Goletta dei Laghi. Gli studi fatti il 19 di giugno hanno rilevato tracce preoccupanti di escherichia coli ed enterococchi intestinali ben al di sopra dei limiti di legge. I cartelli di divieto di balneazione sono presenti, ma restano completamente ignorati.

Tra le persone che si godono il panorama c’è Kara George, dal nord dell’Inghilterra, insieme al suo cane che si è appena tuffato nel lago. Osservando gli altri bagnanti, la donna esprime forti perplessità sulla segnaletica:

«I cartelli ci sono, ma mostrano solo un’immagine senza spiegare i veri motivi del divieto. Non penso che la gente sappia cosa c’è nell’acqua, vedono il disegno e pensano che, anche se c’è un rischio, valga comunque la pena rischiare. Ma è un vero pericolo».

Mentre parla, il suo cane riemerge dall’acqua e si scrolla vigorosamente vicino a lei. «Stasera mi toccherà fare una bella doccia. Bisognerebbe indicare chiaramente che l’acqua è sporca, invece di mettere un semplice simbolo. Questa sponda è bellissima e con un caldo simile la gente è tentata di tuffarsi. Io stessa non ho notato alcun avviso: se passeggi e ti guardi intorno per ammirare il paesaggio, quei cartelli ti sfuggono. Se ce ne fossero troppi però forse rovinerebbero il paesaggio. La vera soluzione sarebbe bonificare l’area, trovare un modo per pulire l’acqua e restituire la spiaggia ai bagnanti».

Poco distante, si trovano due turiste americane Giuliana Godmundson e Lucy Darling da Chicago. Quando viene fatto notare loro che l’area è interdetta alla balneazione a causa delle impurità, Giuliana reagisce con stupore: «Non ne avevamo la minima idea, abbiamo visto l’acqua e ci siamo tuffate. Io ho nuotato nel lago Michigan, che è davvero disgustoso, quindi sono abituata a tutto. Qui l’acqua sembrava così limpida, non sembra affatto sporca».

Lucy, preoccupata per gli effetti del bagno, concorda sulla necessità di rimediare subito: «Stasera in hotel faremo una doccia accuratissima, sto pensando soprattutto ai capelli. Purtroppo non abbiamo visto nessun avviso. Se ci sono cartelli poco visibili, è ovvio che la gente continui a entrare. Manca una scritta chiara che parli di acqua inquinata».

Alla domanda su come venga gestita la sicurezza nelle spiagge americane, Lucy spiega: «A Chicago la segnaletica è ovunque. Utilizzano cartelli grandi e bandiere colorate. Qui a Como una persona arriva, si gode la vista e i cartelli finiscono per diventare invisibili. È una cosa che andrebbe decisamente migliorata».

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