Arriva il Venezia, derby da overtourism. Il Como cerca la quinta sinfonia

Como

Si vola. A 300 all’ora, giù per le rapide di un favoloso acquapark, schizzi di divertimento da tutte le parti. E più prendi velocità e più ti vengono godimento e brividi. Quando si fermerà questa discesa adrenalinica, di questa fase di stagione, non sappiamo. Siamo tutti a bordo, ci divertiamo, tutti impazziti e gaudenti: vediamo un po’ dove arriviamo. Il Como affronta oggi all’ora di pranzo, Sinigaglia ore 12.30, il Venezia per inseguire la quinta vittoria consecutiva. Quinta. Se poi ci aggiungiamo che una delle quattro precedenti è stata contro il Manchester, e altre due in trasferta in mausolei bollenti come Firenze e Torino (granata), ci accorgiamo come si stia parlando di eccellenza.

Si era detto: Fiorentina, Sassuolo, Torino e Venezia, prima dell’Inter, aprono una possibilità di far punti. Detto e fatto. En plein.

E al Sinigaglia arriva quella che sulla carta (ma solo sulla carta, come spiegheremo poco più avanti) è la più semplice di tutta la serie, il Venezia ultimo in classifica. Ma la buccia di banana è lì, perfetta per scivolarci sopra. Perché i grandi numeri sono sempre infidi, e ci sta che il Como possa mancare una volta il colpo.

Poi c’è la questione delle energie, con Fabregas che dovrà gestirle anche in vista di Lens: primo dubbio, è se far rifiatare Douvikas, apparso a Torino un po’ stanco. Assente Kean, il greco deve tirare la carretta. E anche Da Cunha è quasi sempre in campo. Vedremo qualche novità. Difficile che vedremo dall’inizio Liberali, comunqe tornato abile e arruolato, forse Ricci potrà avere un’altra chances, e desta curiosità la scelta del portiere. E’ la partita adatta per fare turnover. Vedremo in che termini.

Poi c’è il particolare momento del Venezia. Che ha imbarcato il “comandante Marcos” Nicola, uno protagonista di miracolose salvezze e che sa come tirar fuori il 110% dai suoi. Vittoria sul Napoli, e sfida alla apri con l’Inter sono due pagine che dicono quanto a Venezia si sia voltato pagina e si voglia guardare alla salvezza con rinnovato spirito. Ocio.

Poi c’è un’altra questione.Questo è il derby dell’over tourism. Cioè la sfida tra le due società che più si somigliano quanto a strategia dell’immagine legata alla bellezza del territorio. Il terroir. Non lo diciamo noi, ce lo disse qualche anno fa un esponente di spicco del Como. La squadra e il luogo abbracciati che possano fare brand.

Eppure sotto questo aspetto sono due avventure che vanno a velocità diverse. Prendete la strategia sullo stadio. Como si è battuta per mantenerlo in riva al lago, Venezia ne ha costruito uno sulla terra ferma,sbattendosene della retorica del viaggio in battello.

E poi, sarà anche per la diversa disponibilità finanziaria, ma il Como è riuscito a costruire un progetto vincente che traina tutto il resto, Venezia invece è ancora lì sul chi va là, senza quel salto di qualità necessario in campo. Il Como ha superato la città come brand, Venezia (anche perché inarrivabile) è ancora molto più famosa rispetto alla sua squadra.

Ma qualche punto in comune c’è. Come testimonia la mostra d’arte su Como e Venezia di oggi allo Yacht Club. Calcio ma non solo. Detto questo: vincere!

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