Asilo Sant’Elia, si rifanno le tende oscuranti: stanziati 120mila euro
Si tratta di un intervento tutt’altro che semplice tenendo conto i vincoli a cui è sottoposto l’edificio realizzato da Giuseppe Terragni e inaugurato nel 1937, uno dei monumenti principali del Razionalismo
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Primo passo per sistemare le tende oscuranti dell’asilo Sant’Elia di via Alciato, fondamentali in un edificio che delle vetrate e della luce ha fatto la sua caratteristica principale, grazie a un intervento da 120mila euro finanziati per 97mila dal Comune (attraverso i ristorni dei frontalieri) e per i rimanenti 23mila dal Fai (grazie al contributo legato ai “Luoghi del cuore”).
La giunta ha approvato il Documento di indirizzo alla progettazione, il vecchio studio di fattibilità, che oltre alle indicazioni di massima per la realizzazione dell’opera include anche le tempistiche che prevedono la progettazione di dettaglio, mentre i lavori veri e propri da gennaio a giugno del prossimo anno.
Si tratta di un intervento tutt’altro che semplice tenendo conto i vincoli a cui è sottoposto l’edificio realizzato da Giuseppe Terragni e inaugurato nel 1937, uno dei monumenti principali del Razionalismo. «Il sistema di oscuramento – si legge nella relazione tecnica - è uno dei temi di particolare interesse che si inserisce all’interno del sistema più ampio di conoscenza e di interventi sull’Asilo Sant’Elia che ad oggi non risulta sia mai stato oggetto di studi specifici e puntuali. Il progetto dovrà pertanto studiare, approfondire, sviluppare e definire gli interventi, in relazione a verifica e consolidamento dei portali in calcestruzzo armato e finiture, ripristino struttura metallica e movimentazione dei telai, valutando l’opportunità di materiali innovativi più performanti e ancora rifacimento dell’elettrificazione dei telai, sostituzione tende con materiali tecnologicamente innovativi e sistemazione area esterna». Servirà un’analisi anche degli elementi che compongono il complesso del sistema di oscuramento: dalle vele su via dei Mille alle tende interne al refettorio a quelle laterali della cucina fino all’atrio e dell’ingresso.
L’intenzione di Palazzo Cernezzi è quella di arrivare progressivamente alla riapertura del monumento che, difficilmente tornerà alla sua funzione originaria di asilo. Già oggetto di un restauro negli anni Ottanta, e poi nel 2000, è rimasto attivo come scuola materna fino al 2019, quando la necessità di una serie di adeguamenti ne ha imposto la chiusura. Nella relazione firmata dall’architetto Piera Pappalardo e controfirmata dal dirigente Luca Noseda viene spiegato come «la pianta dell’edificio, a forma di “C” e caratterizzato da volumi bassi, permette di integrare gli spazi interni ed esterni, in costante relazione tra loro, grazie alle ampie superfici vetrate, che offrono una continuità visiva con il giardino» e ancora si fa riferimento all’«uso pionieristico non solo della trasparenza, ma anche per l’impiego di pareti mobili». Inoltre «le quattro aule hanno un’intera parete finestrata che, essendo arretrata dall’ossatura perimetrale, consente il dispiegarsi di tende per il sole, regolate da un meccanismo progettato dallo stesso Terragni, autore anche degli arredi, che contribuiscono a creare un’atmosfera tanto funzionale quanto poetica».
Intanto dopodomani (dalle 9.30 alle 17.30) l’asilo sarà aperto in via straordinaria grazie alla collaborazione con l’associazione “Made in Maarc” per la premiazione del concorso “Photomaarc”, ma sarà anche l’occasione per partecipare alle visite guidate.
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