Assegno di Inclusione: al via la fase di rinnovo dal 1° agosto. La guida INPS

Novità Ecco come inviare la richiesta online e i passaggi chiave

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Como

I nuclei familiari che beneficiano dell’Assegno di Inclusione (AdI) si preparano a un passaggio importante: dal 1° agosto scatta la finestra utile per inoltrare la richiesta di rinnovo e continuare a ricevere il contributo economico.

La scadenza interessa chi ha raggiunto il limite delle mensilità erogabili consecutive e intende mantenere la misura di sostegno sociale e lavorativo.

La regola fondamentale per il rinnovo

-L’INPS specifica una regola temporale ben precisa: la nuova domanda può essere inviata solo a partire dal mese successivo a quello in cui si incassa l’ultimo accredito.

-Per chi riceve la 12ª o la 18ª mensilità a luglio: la richiesta potrà essere trasmessa ufficialmente dal 1° agosto.

-Attenzione ai tempi: inviare la domanda in anticipo (es. entro il 31 luglio) porterebbe alla bocciatura automatica della pratica da parte dei sistemi informatici.

La richiesta di rinnovo può essere inoltrata sia dal titolare originale della pratica sia da un altro membro maggiorenne dello stesso nucleo familiare.

Come inviare la richiesta e i passaggi chiave

Per inoltrare l’istanza è possibile procedere in autonomia online tramite il portale INPS (autenticandosi con SPID, CIE o CNS) oppure affidarsi all’assistenza gratuita di Patronati e CAF.

1. Presentazione della domanda (dal 1° agosto): Invia l’istanza online sul sito INPS o tramite i CAF e Patronati di zona.

2. Registrazione alla piattaforma SIISL: Accedi al Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL) per aggiornare i dati della famiglia.

3. Sottoscrizione del PAD: Firma il Patto di Attivazione Digitale del nucleo familiare direttamente sulla piattaforma per avviare la verifica dei requisiti ed evitare sospensioni dell’assegno.

I paletti economici da rispettare

Per ottenere il via libera e mantenere il diritto al sussidio, la famiglia deve continuare a rientrare nei parametri economici fissati dalla norma.

L’indicatore ISEE del nucleo non deve superare la soglia di 10.140 euro. Per quanto riguarda il reddito familiare, il tetto base è stabilito in 6.500 euro all’anno, una quota che sale a 8.190 euro nel caso in cui la famiglia sia composta interamente da persone con almeno 67 anni d’età o con disabilità gravi e non autosufficienza.

Vengono analizzati con attenzione anche i patrimoni. Quello immobiliare non può oltrepassare i 30.000 euro (senza contare la casa di abitazione, purché rientri nei limiti definiti ai fini IMU), mentre il patrimonio mobiliare parte da un massimo di 6.000 euro per chi vive solo, a cui si aggiungono 2.000 euro per un secondo componente e ulteriori 1.000 euro per ogni membro successivo.

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