Assenteismo al Comune di Como: denunciati due dipendenti
L’indagine della Guardia di Finanza: sono accusati di truffa ai danni dello Stato e false attestazioni in servizio
Lettura 1 min.I finanzieri del Comando Provinciale di Como hanno concluso un’articolata indagine, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, nei confronti di due dipendenti pubblici del Comune di Como ritenuti responsabili di plurimi e reiterati casi di peculato e allontanamento ingiustificato dal luogo di lavoro.
Le indagini, avviate nell’estate del 2025 dal Nucleo di polizia economico finanziaria, sono state condotte mediante l’incrocio e l’analisi di più informazioni, quali le timbrature dei badge delle presenze, le riprese delle videocamere di sorveglianza, la geolocalizzazione degli spostamenti e le movimentazioni finanziarie risultanti dai pagamenti effettuati tramite carte elettroniche presso gli esercizi commerciali.
Le Fiamme Gialle lariane hanno così accertato che i dipendenti, tramite un collaudato sistema di reciproca collaborazione, timbravano vicendevolmente i rispettivi cartellini di presenza al fine di attestare falsamente l’effettivo orario di servizio. Tale condotta ha consentito di occultare assenze e allontanamenti non autorizzati dall’ufficio generando sovente anche la maturazione di lavoro straordinario, evidentemente non spettante. Le attività investigative hanno inoltre evidenziato come i due impiegati, insieme o separatamente, durante l’orario di lavoro, si dedicassero frequentemente ad incombenze di carattere personale, spesso utilizzando l’autovettura di servizio.
Oltre a prolungate pause pranzo, svolte al di fuori dell’orario previsto, sono stati documentati numerosi spostamenti dedicati al disbrigo di affari personali (ad es. il rinnovo della patente di guida) e ad acquisti privati (dai generi alimentari all’abbigliamento) presso esercizi commerciali ubicati sia nel capoluogo che in comuni limitrofi ovvero oltre confine. Nel corso degli accertamenti sono stati anche riscontrati, durante il turno di lavoro, l’effettuazione di esami clinici presso strutture sanitarie e studi medici privati nonché visite a parenti residenti fuori provincia.
Al termine dell’attività investigativa, i due dipendenti pubblici sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Como per i reati di peculato d’uso, false attestazioni o certificazioni, truffa aggravata ai danni dello Stato e falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.
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