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Dopo la sentenza Il presidente della Provincia rilancia: auto al posto della ex caserma. Ci sono i fondi per lo studio di fattibilità «ma ci siamo fermati per l’opposizione di Rapinese»
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La volontà del sindaco Alessandro Rapinese di chiudere la scuola primaria Corridoni di via Sinigaglia per trasformarla in un autosilo si è infranta (almeno per ora e fino all’udienza di merito rinviata a data da destinarsi) contro il Consiglio di Stato che ha definito non idonei gli spazi recuperati dal Comune in via Fiume stabilendo che, per quest’anno scolastico, i 200 alunni rimarranno nella loro scuola. Autosilo che il primo cittadino nell’ultimo anno aveva motivato con la necessità di togliere le auto dalla zona attorno allo stadio e non tanto a servizio delle partite, tant’è che nel progetto del Como 1907 per il Sinigaglia c’è quello da 400 posti al Pulesin.
Uno spazio alternativo, sempre sotto forma di autosilo con grandezza da definire (erano stati ipotizzati circa 200 posti, ma solo a livello teorico) era stato proposto già due anni fa dal presidente della Provincia Fiorenzo Bongiasca, che puntava a realizzarlo sull’area di sosta di fronte a Villa Saporiti, al posto dell’edificio sul retro dell’ex comando provinciale dei carabinieri. Progetto per il quale aveva accantonato 1,4 milioni di euro per uno studio di fattibilità dettagliato per la demolizione e la ricostruzione della “palazzina B”, ma che, come chiarisce oggi Bongiasca, avrebbe potuto includere anche quella a ridosso della strada in caso di ipotesi di dimensioni più ampie della struttura. Tutto però è bloccato a causa del Comune di Como e lo stesso Bongiasca parla di «scelta incomprensibile» tenendo anche conto che il parcheggio sarebbe a poche centinaia di metri di distanza da via Sinigaglia e a qualche minuto a piedi.
«Ci siamo fermati – spiega il numero uno di Villa Saporiti – perché Rapinese aveva detto che non lo avrebbe autorizzato e, di conseguenza, non posso pensare di demolire un fabbricato se non ho la possibilità di ricostruire riconvertendolo anche perché farei perdere di valore una proprietà pubblica e butterei i soldi dei cittadini. Come Provincia abbiamo l’esigenza di trovare posti per i nostri dipendenti (poco più di 300, ndr) durante le ore di lavoro, ma la struttura la sera, il sabato, la domenica e i festivi sarebbe a disposizione della città e, quindi, per i cittadini e per chi va allo stadio. Avevamo proposto di realizzarlo al posto della palazzina sul retro, restando aperti anche ad ampliarlo verso la strada, ma non abbiamo avuto riscontri per poter proseguire e anzi le parole del sindaco andavano in senso contrario». Bongiasca rilancia il suo progetto e sottolinea che «è molto valido e non si capisce il motivo della chiusura di Rapinese» . Poi entra nel merito dell’utilità: «La zona del Borgovico ha bisogno dei parcheggi e non dimentichiamo che oggi Villa Olmo è chiusa, ma quando riaprirà anche quella attrarrà visitatori. Sono anni che propongo al Comune guidato da Rapinese di consentirci di realizzare un’opera utile a tutti senza creare problemi a scuole (leggasi Corridoni, ndr)». E conclude: «Anche alla luce di quanto sta avvenendo per la Corridoni (lo stop del Consiglio di Stato, ma anche le proteste feroci di genitori e famiglie, ndr) è contro il buon senso non consentirci di intervenire con qualcosa che sarebbe di aiuto a tutti».
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