Autostrada, fine dei cantieri: sarà una Pasqua senza code

L’annuncio I lavori sul viadotto Fati si interrompono giovedì con un mese di anticipo. Per tutto il 2026 non saranno più programmati interventi impattanti per la mobilità

I comaschi troveranno in anticipo la sorpresa dell’uovo di Pasqua, per la precisione giovedì mattina, quando l’ultimo tratto di A9 – da e per la Svizzera – sarà completamente liberato dal cantiere di messa in sicurezza del viadotto Fati (che collega il viadotto Bellinzona con la galleria di Monte Quarcino).

I lavori si concludono con oltre un mese di anticipo rispetto al previsto poiché lo stop era stato indicato in qualche giorno prima del 14 maggio, festa svizzera dell’Ascensione che apre, di fatto, le vacanze svizzere. Nell’uovo virtuale c’è anche una seconda sorpresa che interessa soprattutto i frontalieri e, cioé, la notizia che per tutto il 2026 non sono previsti ulteriori cantieri impattanti sul tratto cittadino della A9. Questo non significa che non ci saranno chiusure notturne per manutenzioni e interventi, ma che non tornerà la finestra “autunnale” con corsie dimezzate e scambi di carreggiata, dei quali se ne riparlerà non prima del febbraio 2027.

Stop alle limitazioni

Il viadotto Fati tornerà quindi percorribile in entrambe le direzioni senza limitazioni dalla mattina di giovedì 2 aprile. Nelle prossime notti, dalle 22 di domani alle 5 di martedì e ancora in quelle successive sono in programma chiusure per manutenzioni e, in quella tra mercoledì e giovedì ci sarà lo smantellamento del cantiere. Cantiere che, vale la pensa ricordarlo, è stato uno dei più significativi lungo la tratta comasca ed estenderà la vita del viadotto di 50 anni. Le manutenzioni straordinarie pianificate da Autostrade per l’Italia hanno riguardato in una prima fase il risanamento evolutivo e l’adeguamento statico del viadotto, l’installazione di un nuovo sistema di raccolta e smaltimento delle acque di piattaforma e il rinforzo strutturale di alcune travi dell’impalcato. A questa erano seguite le fasi successive dapprima con la sostituzione di circa 300 metri di barriere (lato destro carreggiata nord) e poi quella in via di conclusione che ha riguardato i giunti trasversali e il rifacimento della pavimentazione. Opere che mediamente hanno visto la presenza quotidiana di venti tra uomini e mezzi su turni continuativi per un stima che si attesa sulle 50mila ore di lavoro. Il cantiere era iniziato nell’autunno del 2024 ed era stato pianificato dalla società in due fasi annuali con lo scopo di garantire la percorrenza senza ostacoli sul tratto internazionale nei periodi di maggiore affluenza turistica con quindi uno stop tra maggio e metà settembre oltre a quella invernale tra inizio dicembre e metà febbraio. In pratica cantieri previsti sul 40% dell’anno (146 giorni su 365) mentre il 2026 si fermerà a quota 30 giorni di restringimenti e scambi di carreggiata. Negli ultimi interventi è stato sempre riproposto il modello di modulazione delle corsie legato agli orari e al traffico da e per la Svizzera e da e per Milano.

Il maxi piano di intervento da oltre 60 milioni di euro sull’ultima parte della A9, definita storicamente come uno dei tratti più complicati d’Italia dal punto di vista tecnico e strutturale per via della presenza in appena 8,5 km di cinque gallerie a doppia canna e sette viadotti, era scattato nel 2020 con le gallerie e, nell’arco di quattro anni (fino alla primavera del 2024) aveva visto la conclusione della fase intensiva di ammodernamento. Ora è stato ultimato anche il viadotto Fati, mentre si sta lavorando sul viadotto Valfresca, ma senza interferenze con la viabilità.

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