Badanti, quanto costano, e nel Comasco quasi 6 su 10 lavorano in nero
Il fenomeno. Gli anziani da assistere saranno sempre di più, con fragilità. L’alternativa è la Rsa, ma anche qui la spesa è aumentata
La badante a casa costa ormai come la retta delle Rsa, e nel Comasco ci sono più contratti in nero che operatrici domestiche regolari.
Gli stipendi delle badanti negli ultimi anni sono stati ritoccati al rialzo, del resto bisogna pensare che il minimo lordo mensile per assistere una persona non autosufficiente è fermo a 1.127 euro, poco per un lavoro impegnativo e faticoso. E infatti dalla pandemia ad oggi trovare badanti capaci e affidabili non è semplice per le famiglie. Molte operatrici si sono spostate nel settore della sanità, altre sono tornate nei paesi d’origine, otto su dieci sono straniere, soprattutto ucraine. Detto che anche la loro età media è aumentata, perchè sei su dieci hanno più di 50 anni. Quindi scatto dopo scatto, per una fascia oraria settimanale, in convivenza anche la notte, ora la retribuzione in chiaro per la cura di una anziano è arrivata a 1.750 euro al mese.
I costi
«I costi si stanno equiparando alle rette delle Rsa – spiega Paola Monzani, referente di Acli colf bandati – si tratta però di un lavoro gravoso, che non concede tempo libero, non è volontariato. Le donne un tempo in arrivo dall’est ormai sono diventate di casa qui a Como, chiedono condizioni economiche migliori. Ed è vero che sia le operatrici che le famiglie cercano di risparmiare dove possibile». Sostituzioni, notti aggiuntive, doppia badante, c’è sempre qualche margine di spesa in più.
Secondo i dato diffusi dall’associazione Assindatcolf il tasso di irregolarità nel settore delle badanti è salito al 56%, quando nel 2020 si aggirava attorno al 50%. Occorre pensare che le badanti regolari censite dall’Inps in provincia sono esattamente 3.805, meno rispetto al post Covid, nel 2020 erano 4.026. È quindi lecito immaginare ci siano tra le 4.500 e le 5mila badanti che lavorano in nero nelle case degli anziani comaschi, destinati ad aumentare. Nel 2019 nel Comasco abitavano 42mila over 80, adesso sono più di 47mila, nel 2046 tra vent’anni saranno addirittura oltre 70mila.
«Gli anziani da assistere sono sempre di più e sono sempre più fragili – dice Monzani – hanno bisogni sanitari, hanno patologie significative, non semplici. Dunque il costo chiesto alle famiglie è giustificato, certo le pensioni non bastano e i figli faticano a far quadrare i conti. L’alternativa è pagare un mensile per il ricovero in una Rsa».
Dove pure i costi sono aumentati, di circa il 10% in questi ultimi cinque anni. Le rette a carico delle famiglie, al netto del contributo riconosciuto dal sistema sanitario, sono passati da circa 2.200 euro a 2.500 euro chiesti in media dalle strutture.
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