Baradello, palio flop: «Il Comune dica se vuole sostenerlo»

La manifestazione Pochi figuranti anche per Sant’Abbondio. Devotella: «Pesa la politica, molti si sono allontanati»

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Finito Sant’Abbondio si riaccende la polemica «politica» sul Palio del Baradello.

Dopo un primo palio senza gare, la seconda edizione organizzata a giugno dal nuovo direttivo è stata un flop per presenze; erano quindi seguite critiche e botta e risposta. Anche durante il santo patrono non si sono visti tanti figuranti. «Molti borghi e contrade si sono allontanati – dice Giuseppe Devotella, vicepresidente dimissionario – e a pesare è stata anche la politica. Io sono stato letteralmente boicottato, escluso dalle riunioni in Comune per il mio impegno». Devotella è presidente del circolo di Fratelli d’Italia a Como. « Il Comune non ha adottato misure concrete per far crescere il Palio – dice ancora il maggiorente - nonostante la promessa di una convenzione. Dopo lo sfratto dai locali che ospitavano le attrezzature più ingombranti, tra cui carro e ariete, non è stata proposta alcuna soluzione, salvo un piccolo spazio insufficiente persino per i costumi. Abbiamo trasferito tutto in una tenuta a Novedrate. Quest’anno la situazione è peggiorata. L’edizione anticipata, il caldo, la scarsa partecipazione, più eventi annullati e intoppi burocratici hanno prodotto un risultato giudicato da molti fallimentare. Le diverse dimissioni dal direttivo hanno confermato una crisi che riguarda anche la tenuta dell’associazione e il rapporto con la città». Si chiede un cambio di passo, già chiesto un passo indietro dei restanti componenti del direttivo.

«Il Palio del Baradello non è solo folclore: è parte dell’identità di Como, un racconto collettivo di storia, borghi, volontari, figuranti, costumi e memoria medievale. Per questo il suo indebolimento non può essere liquidato come una difficoltà organizzativa o una polemica passeggera. Di fronte a una tradizione che rischia di spegnersi, chi la organizza deve capire subito che cosa non ha funzionato. Anche il Comune deve chiarire se intenda davvero garantire un futuro al Palio, specie in vista delle prossime elezioni amministrative. Il Palio appartiene alla città, prima che a un direttivo, a una corrente o a una stagione politica».

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