Beatificazione di don Roberto: il 6 giugno partirà l’inchiesta

Chiesa A San Bartolomeo la sessione di apertura con il vescovo. L’intenzione è far riconoscere la fattispecie della “super oblatione vitae”

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A tre settimane dalla pubblicazione dell’«editto per la causa di canonizzazione del Servo di Dio Roberto Malgesini, sacerdote diocesano», ieri la Diocesi di Como ha comunicato ufficialmente che l’inchiesta diocesana per il processo di beatificazione inizierà sabato 6 giugno, alle 16, a San Bartolomeo.

Qui si terrà la sessione di apertura, che prevede la preghiera, l’intervento del cardinale Oscar Cantoni e il giuramento degli officiali dell’inchiesta – ossia il delegato del vescovo, il promotore di giustizia e il notaio – e del postulatore della causa, monsignor Ennio Apeciti. Sempre a San Bartolomeo, alle 18, la celebrazione della messa presieduta dal vescovo. «Pur essendo solo l’inizio dell’Inchiesta diocesana del processo di beatificazione di don Roberto Malgesini – sottolinea il priore don Enzo Ravelli – l’assemblea convocata dal vescovo a San Bartolomeo è un momento particolarmente importante per la Chiesa di Como, che sempre è chiamata dal suo Signore a essere sposa splendente di santità».

Lo stesso giorno, peraltro, la Diocesi fa memoria della beata Maria Laura Mainetti, la religiosa assassinata il 6 giugno del 2000 a Chiavenna e beatificata esattamente 21 anni dopo: due figure luminose, accomunate dalla medesima – tragica – fine, ma soprattutto dal dono totale della vita a tanti fratelli e sorelle nel bisogno. In proposito, come si legge nell’Editto pubblicato il 2 maggio, l’intenzione del cardinale Cantoni è di introdurre «la causa di canonizzazione e beatificazione “super oblatione vitae”», ovvero per il riconoscimento del dono totale della vita. Come sottolinea il documento, esso nasce dall’ascolto di «quel “fiuto” del popolo di Dio» che sa «riconoscere i modelli di santità, testimoni straordinari del Vangelo». Un atto, l’avvio della causa, che vuole «accogliere e interpretare il consenso della gente attorno alla figura di don Roberto Malgesini, testimone della carità verso i più poveri».

La causa “super oblatione vitae” è una fattispecie introdotta nel luglio 2017 da Papa Francesco, con la Lettera apostolica “Maiorem hac dilectionem”, che riconosce l’offerta della vita come forma specifica di santità. Questa categoria riconosce chi non è necessariamente morto per persecuzione (martirio), ma ha comunque donato la propria vita in modo consapevole e caritatevole. L’articolo 2 della Lettera Apostolica definisce i requisiti necessari affinché l’offerta della vita sia riconosciuta come criterio di santità: non un atto isolato, ma il culmine di un’esistenza cristiana autentica. Il documento afferma che deve esserci «offerta libera e volontaria della vita ed eroica accettazione [...] di una morte certa e a breve termine». Questo significa che la persona deve essere consapevole del rischio mortale e accettarlo per amore. Inoltre, sono richiesti altri elementi, come il «nesso tra l’offerta della vita e la morte prematura», l’«esercizio delle virtù cristiane fino alla morte», l’«esistenza della fama di santità e di segni» e la «necessità del miracolo per la beatificazione».

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