Benzina, caccia al pieno e lunghe code, ma tra i gestori è rivolta sui costi
Consumi Dopo Eni e IP, la rete controllata dall’azera Socar, ieri anche Q8 ha annunciato un tetto ai prezzi di benzina e gasolio accogliendo l’invito del governo. La misura partirà il primo ottobre e durerà 30 giorni
Lettura 1 min.Più di mille auto tra lunedì sera e ieri mattina all’Enilive di via Canturina, secondo il titolare, uno dei distributori comaschi dove il tetto ai prezzi deciso da Eni è già applicato: 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 per il gasolio. Una lunga coda di macchine, tra cui camper e auto straniere, con gli automobilisti in attesa del proprio turno. E ieri in serata la benzina verde risultava esaurita.
File per fare rifornimento anche a Camerlata, dove lo sconto è ugualmente in vigore. Nel distributore Eni di viale Fratelli Rosselli, invece, i prezzi non sono ancora stati abbassati.
«Per noi è comunque una perdita consistente, ci siamo dovuti adeguare», dice Enzo Lamperti, titolare del distributore di via Canturina. La misura è stata annunciata sabato, quando molti gestori avevano già riempito le cisterne a prezzi più alti. «Non si può arrivare al venerdì sera pieni di carburante», osserva Lamperti. Ora, con l’afflusso di questi giorni, c’è un altro problema: «Stanno finendo le scorte e non so ancora quando mi consegneranno i rifornimenti. Spero subito».
A Lipomo il gestore dell’Eni, Walter Trombetta, ha affisso un cartello ben visibile per avvisare la clientela: «Tali prezzi, quelli calmierati, saranno adeguati a fine scorte visto che al gestore non viene rimborsata la differenza. Ringraziamo la clientela per la comprensione». Una scelta che molti colleghi ritengono legittima. «Non tutti i distributori si sono adeguati subito», spiega Trombetta. «Hanno chiesto a Eni un rimborso del carburante già pagato. Ma la cifra offerta non è commisurata alla perdita». Eni, racconta, ha offerto 1.500 euro.
Ieri Daniela Maroni, vicepresidente nazionale di Figisc Confcommercio, aveva parlato di concorrenza sleale e si era chiesta dove fosse l’Antitrust. I gestori lavorano con un margine fisso tra i 35 e i 40 euro lordi ogni mille litri, circa quattro centesimi al litro, fermo da circa sei anni e, secondo Maroni, non possono competere con uno sconto di 20 centesimi, a fronte di un grande impegno economico.
«Gli altri gestori cosa sono? Figli di nessuno», aveva detto riferendosi a chi non ha il marchio Eni. La categoria chiede al governo di essere coinvolta e un decreto che la tuteli. Maroni, però, non contesta la misura in sé: «Ben venga il prezzo fisso, ma deve tener conto del rispetto di tutte le gestioni e di tutta la rete. Non vogliamo essere imprenditori di serie B».
Dopo Eni e IP, la rete controllata dall’azera Socar, ieri anche Q8 ha annunciato un tetto ai prezzi di benzina e gasolio accogliendo l’invito del governo. La misura partirà il primo ottobre e durerà 30 giorni.
La compagnia non ha ancora comunicato le cifre e parla di un’applicazione «modulare», adattata alle diverse realtà della sua rete. Nella nota Q8 assicura anche che sosterrà gestori e partner per garantire la sostenibilità economica della filiera.
Per ora, alle pompe Q8 comasche non è cambiato nulla. In via Pasquale Paoli, a Como, ieri mattina i prezzi erano ancora quelli dei giorni scorsi: il tetto scatterà solo domani.
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