Benzina, Svizzera al risparmio. «A ottanta all’ora in autostrada»

La proposta. Oltre confine si pensa all’introduzione di un limite fisso per contenere i consumi di carburante. Intanto, nel Comasco, rientra l’allarme per gli impianti a secco di diesel: «Si torna alla normalità»

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Svizzera

Il Governo svizzero sembra aver trovato il modo di ovviare al rischio più che concreto di vedere un numero ad oggi imprecisato di veicoli e mezzi a corto di benzina e diesel (quest’ultimo peraltro pressoché introvabile nel fine settimana in diversi distributori del nostro capoluogo e del territorio comasco), a fronte dei venti minacciosi che continuano a soffiare sulle forniture di carburante.

L’opzione è quella di introdurre il limite fisso degli 80 all’ora in autostrada, così da contingentare i consumi di benzina e diesel. Limite che dunque scenderebbe dagli attuali 120 all’ora a “soli” 80 chilometri orari, già in vigore in alcuni tratte - come quella ticinese dell’A2 - in occasione delle varie emergenze legate allo smog. A Berna c’è grande preoccupazione, a fronte dei transiti ridotti al lumicino dentro lo stretto di Hormuz e non da ultimo stante la siccità con cui da mesi fa i conti il Reno. Tutti fattori che stanno in parte limitando le forniture di carburante.

«I limiti di velocità a 80 all’ora andrebbero ad affiancare in caso di grave carenza i prelievi di scorte obbligatorie di cherosene e quelli delle riserve d’emergenza di diesel», ha spiegato un portavoce dell’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del Paese, citato dalla Rsi. Provvedimenti decisi pochi giorni fa dal Governo. Al momento non è ancora stato stabilito quanto carburante verrà risparmiato moderando la velocità in autostrada, provvedimento che - se confermano - interesserà anche migliaia di nostri frontalieri che ogni giorno percorrono l’A2. Secondo le informazioni filtrate da Berna, il Governo sta anche predisponendo una campagna di sensibilizzazione su larga scala, finalizzata a incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici e - in alternativa - a limitare gli spostamenti allo stretto necessario. Ciò significa che a Berna l’allerta per possibili forniture a singhiozzo di carburante è tenuta in alta considerazione.

Nel frattempo - dopo i tanti casi segnalati nel fine settimana - sta rientrando in città e in diverse zone del territorio comasco il problema legato all’assenza in molti distributori di diesel. Assenza che ha obbligato numerosi automobilisti a bussare a più pronte per il rifornimento.

«La situazione si sta normalizzando. Nessun allarme circostanziato solo una grandissima richiesta - fa notare Daniela Maroni, referente locale e vicepresidente nazionale della Figisc (Federazione italiana gestori impianti stradali carburanti) -. Le botti sono quelle. Tanti impianti sono rimasti a secco, soprattutto di diesel. In un paio di giorni tutto dovrebbe tornare alla normalità. È chiaro che finché la situazione geo-politica è questa, nessuno può essere tranquillo. Aggiungo un altro dettaglio. Sono felice per i consumatori che le grandi compagnie abbiano deciso di bloccare i prezzi del carburante. Quello che mi rende un po’ meno felice è che quella dei gestori è considerata una categoria fantasma, stretta tra il ruolo di esattori del Governo tra accise e Iva e incrementi esagerati connessi all’impegno di capitale per avere le cisterne sempre piene. Questo non va bene. Di noi non parla mai nessuno. Ora abbiamo chiesto un incontro al viceministro Maurizio Leo. Registriamo guadagni irrisori. A breve è prevista una manifestazione nazionale a Napoli. Non ci fermiamo».

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