Bocciofila, giovedì lo sfratto. La campionessa: «Va salvata»

Via Balestra L’atleta Sefora Corti: «Capisco il museo, ma si può integrare». Intanto per l’associazione si muove il Coni. Minghetti: «Tenere i due campi»

La campionessa nazionale scende in campo in difesa della bocciofila, ma giovedì scatta lo sfratto. Gli anziani che gestiscono i due campi in via Balestra, nella storica sede dei Combattenti, hanno ricevuto a luglio dal Comune una comunicazione formale nella quale Palazzo Cernezzi chiede di liberare i locali entro il 31 agosto. Occorre fare spazio, spiegano gli uffici, ai lavori per la riqualificazione del vicino museo Giovio per l’allestimento della mostra delle monete romane. Gli appassionati di bocce però qui giocano dal lontano 1948 e non hanno intenzione di fare le valigie.

L’appello

«Sarebbe un peccato chiudere battenti – commenta la comasca Sefora Corti, già campionessa nazionale di bocce e vincitrice di un titolo iridato a squadre - intanto perché in centro storico quella di via Balestra è l’ultima bocciofila rimasta. Ci sono dei centri tra Albate e Monte Olimpino, ma l’ex Combattenti è un campo davvero mitico. E poi perché quella bocciofila è un luogo di aggregazione importante per gli anziani che lo frequentano. Sono realtà come questa che permettono a tanti pensionati di vivere pomeriggi socievoli, di coltivare amicizie e relazioni. Dare lo sfratto a strutture simili è triste a livello umano ed anche un po’ antipatico».

Il Comune chiede di liberare i locali entro fine agosto, il contratto d’affitto è scaduto, la chiusura è imminente. «Capisco le esigenze del Comune, la ristrutturazione del museo e la mostra delle monete – dice ancora Corti – altre città però hanno saputo trasformare e ridare vita alle bocciofile con coraggio. Integrando realtà diverse, sportive, culturali. Per esempio, proprio ora sono in giro per l’Italia tra gare e campionati e mi è appena capitato di giocare a bocce in una pista che ha accanto un campetto di calcio pieno di ragazzini. Oppure in un bocciodromo dove al primo piano c’è un asilo, così i nonni possono aspettare insieme l’uscita dei nipoti».

La situazione

Gli anziani della bocciofila aspettano ancora una risposta dal Comune. «È da luglio che chiedo a sindaco e assessori un confronto – spiega il vicepresidente Renato Fumagalli, il vice presidente – che ci diano almeno qualche spiegazione, qualche mese di tempo in più. Adesso abbiamo chiesto aiuto al Coni, tramite gli avvocati il Comitato olimpico regionale invierà una lettera urgente al Comune. E poi giovedì saremo tutti alla bocciofila. Vedremo se ci manderanno davvero fuori e se chiameranno la forza pubblica».

La richiesta al gruppo di anziani di liberare i locali della bocciofila ha suscitato più di un commento politico. «È un’associazione che è lì da cento anni che non si può cancellare in venti giorni – dice Barbara Minghetti, consigliere comunale del gruppo di minoranza Svolta Civica – io vorrei stimolare l’amministrazione comunale a trovare soluzioni alternative. Trasformare sì la bocciofila, dando magari altri spazi alla cultura, ma anche ai giovani e all’infanzia. Conservando però gli storici campi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA