Per l’edificio della Canottieri Lario spunta un progetto che apre ai privati

Consiglio comunale La sede della società sportiva con una storia ultracentenaria è tra gli immobili aperti agli interventi di partenariato

Lettura 2 min.

La sede della Canottieri Lario di viale Puecher è stata inserita dalla maggioranza guidata dal sindaco Alessandro Rapinese (che parla di «opportunità, non di obbligo») tra gli edifici su cui il Comune è pronto a valutare progetti di partenariato pubblico-privato. Il via libera è arrivato dal consiglio comunale del 21 settembre scorso con il sì della lista Rapinese (20 consiglieri) e il no dell’opposizione (otto voti). Opposizione che con Stefano Legnani (Pd) ha anche presentato un emendamento per stralciarla, ovviamente respinto in blocco dalla maggioranza. Il documento significa aprire le porte, anche se per il momento non si conosce il soggetto o l’eventuale proposta, ai privati in quella che è sempre stata una società sportiva con una storia ultracentenaria.

Legnani: «Manca una visione di città»

Durissimo Legnani: «Nessuna pregiudiziale nei confronti dei partenariati pubblici privati, se rispondono effettivamente a interessi pubblici ai quali il Comune non riesce a fare fronte senza la collaborazione del privato. Nella delibera approvata dalla maggioranza non vi è però alcuna indicazione, come invece prevede la normativa, di quale sia l’esigenza pubblica che si intende soddisfare con un partenariato con il privato in relazione all’immobile attualmente in concessione alla Canottieri». E ancora: «Mentre per altre ipotesi, quali gli ipotizzati autosili di via Sinigaglia e via Brogeda, ai quali si è peraltro contrari, vi è l’indicazione di cosa si intende realizzare, per la sede della Canottieri non vi è alcuna previsione dell’obiettivo che si intende perseguire. Non vi è quindi alcuna garanzia che ne venga mantenuta l’attuale vocazione sportiva. L’immobile potrebbe pertanto avere anche altra destinazione: struttura ricettiva, ristorante, centro commerciale o altro». L’esponente dem esprime poi il suo timore: «Ciò conferma, per l’ennesima volta, la mancanza di una visione sulla città da parte dell’attuale amministrazione e ciò è particolarmente grave essendo l’immobile di viale Puecher un gioiello dell’architettura razionalista che ospita da quasi 100 anni la sede della Canottieri Lario, società che ha dato alla città di Como tanti campioni nello sport remiero e che non può essere, con una decisione fondata solo su considerazioni economico finanziarie, destinato ad altra funzione».

Nessi: «Qual è l’esigenza pubblica?»

Il capogruppo di Svolta Civica Vittorio Nessi, tra l’altro socio della Canottieri da ben 65 anni commenta: «Dopo la Corridoni adesso tocca alla Canottieri. Rapinese ha deciso di dare ai privati le strutture più pregiate intorno allo stadio. La Canottieri Lario esiste da oltre 130 anni. Basta con queste follie amministrative, una sede sportiva storica è patrimonio della città non un’opportunità per interessi privati». E oltre a questo contesta il fatto più generale che «per avviare i partenariati con i privati ci vogliono esigenze pubbliche, frutto di istruttoria, analisi dettagliate. Tutte cose che non sono state fatte. Qual è l’esigenza pubblica in un partenariato con i privati sulla Canottieri?».

Durante la discussione in aula il sindaco Alessandro Rapinese, incalzato sulle intenzioni del Comune, ha dichiarato che si tratta di «un’opportunità e non di un obbligo». E ancora: «Qualunque cosa non dovesse consentire il permanere di quell’attività non sarebbe gradita, qualunque cosa propongano verrà valutata. Sono opportunità che devono tutte (riferito anche agli altri stabili inseriti, ndr) seguire un’istruttoria. Non ho mancato uno degli eventi della Canottieri e continuerò ad andare. Mi vien da dire (rivolto a Legnani, ndr): si fidi, ma non precluda. Sarebbe bello se mi dicesse dove sono stato politicamente inaffidabile...».

© RIPRODUZIONE RISERVATA