Canottieri: «Non saremo succursali di nessuno»

La Lario. Il presidente Salvagni sulla proposta di partenariato: «La nostra storia non è acquistabile». L’amarezza di Enzo Molteni

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L’inserimento della sede della Canottieri Lario in viale Puecher tra gli edifici di proprietà comunale per i quali l’amministrazione Rapinese apre alla realizzazione di partenariati pubblico-privati, quindi con possibili proposte presentabili potenzialmente da qualsiasi soggetto, ha inevitabilmente creato preoccupazione e timori nella società sportiva che oggi conta circa 500 soci.

«La delibera di consiglio di cui si parla – interviene il presidente, l’avvocato Claudio Salvagni - è un atto che non ha visto il coinvolgimento della Canottieri Lario che, peraltro, non ha, fino ad ora, mai chiesto o sollecitato il Comune all’aggiornamento del programma delle esigenze pubbliche per un partenariato pubblico-privato sulla sede di viale Puecher. Valuteremo questa opportunità tenendo presente che abbiamo ancora una concessione in essere».

La concessione scadrà nel 2029 e il presidente, con le sue parole, non chiude alla possibile presentazione di un progetto da parte della stessa Canottieri. Chiude invece a doppia mandata fin da ora la porta a possibili ingressi di altri soggetti privati in una sede che la Canottieri occupa, forte di una storia sportiva lunga 135 anni, da quasi cento anni. «Si vocifera da tempo di un interesse del Calcio Como sulla Canottieri – spiega Salvagni manifestando le indiscrezioni che circolano da mesi in città - ma sottolineo con forza che la storia e il blasone della Lario, che rappresento, non sono in alcun modo acquistabili. I soci rimangono gli unici depositari di questa ultracentenaria tradizione e custodi di una sede da sempre tenuta come un gioiello». Poi è ancora più netto: «Finché sarò io presidente non accadrà che il Calcio Como o qualcun altro possa in qualche modo impossessarsi della Canottieri, lo escludo in ogni modo». E chiude: «La Canottieri è certamente disponibile a collaborare per eventi sportivi o per attività sul territorio, ma l’anima della Canottieri resta e resterà quella attuale. Parliamo della società più blasonata del territorio e la più antica con i suoi 135 anni di storia e non siamo disposti a diventare succursali di nessuno, del Calcio Como o di altri. E su questo sono certo che il consiglio della Canottieri, che dovrebbe comunque essere chiamato ad esprimersi, non possa che sposare quello che ho detto».

In consiglio comunale il sindaco Alessandro Rapinese, nel dare parere contrario all’emendamento del consigliere Pd Stefano Legnani (appoggiato da tutta l’opposizione) che chiedeva lo stralcio della Canottieri dal documento, aveva dichiarato che l’apertura alla valutazione di proposte di privati per la gestione dell’edificio, era da considerarsi come «un’opportunità e non un obbligo». E ancora aveva aggiunto: «Qualunque cosa non dovesse consentire il permanere di quell’attività non sarebbe gradita, qualunque cosa propongano verrà valutata». Parole, le sue, che non hanno però rassicurato i soci in quanto la sede della Canottieri è comunque stata inserita nell’elenco e, potenzialmente, oggetto di proposte per qualsiasi utilizzo.

Lo storico presidente Enzo Molteni, che ha guidato la società sportiva per 24 anni (dal 1992 al 2016) e con all’attivo 55 anni di tesseramento parla di «una notizia che mi ha colpito e addolorato perché la Lario non è solo agonismo, è socialità trasversale alla città con operai, studenti, professionisti passati da lì. Una realtà che ha formato generazioni di giovani ispirandosi all’etica dello sport e del rispetto. Al di là dei tantissimi risultati mondiali e alle olimpiadi, la Lario fa tantissime attività per i ragazzi, anche con disabilità. Li avevo avviati nel 2002 e per me è stata la medaglia più bella». E ancora: «Anche il poter solo pensare che altri privati possano avere la sede mi sconvolge e vorrei che tutti i presidenti delle società sportive fossero solidali in questa operazione di dissuasione. La Lario è tante cose e quella sede è da sempre curata con la massima attenzione, come riconosciuto dalla Soprintendenza. Tutti i presidenti, prima e dopo di me, se ne sono occupati in modo perfetto».

Molteni conclude dicendosi pronto a tutto: «Spero che non vada in porto nulla e mi chiedo se siano cittadini comaschi che vogliono bene alla città coloro che vogliono annullare, cancellare o modificare una storia di 135 anni. Si vuole fagocitare tutta la zona dello stadio? È assurdo. Se si andasse avanti ci batteremo».

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