Cartoleria Briantea, la prova contro il rapinatore: una fotocopia della carta d’identità

Le indagini, tra l’altro, avevano permesso di rilevare come i commercianti in passato avessero anche aiutato l’uomo, donandogli dei soldi, una cortesia mal ripagata dal rapinatore con la doppia aggressione che ora gli è costata il carcere e l’interrogatorio in cui giovedì, se lo riterrà opportuno, potrà fornire al giudice la propria versione dei fatti

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Como

Verrà interrogato giovedì dal giudice delle indagini preliminari di Como, il pakistano di 32 anni irregolare in Italia e senza fissa dimora, accusato dalla Procura di Como (pubblico ministero Giuseppe Rose) e dai carabinieri del Nucleo Radiomobile di una doppia rapina ai danni della “Cartoleria Briantea”, assalti violenti avvenuti il primo l’11 settembre e il secondo il 15 settembre, in cui a farne le spese era stata anche la titolare della attività commerciale (70 anni) che era stata picchiata e che era finita in ospedale con una prognosi di ben 20 giorni.

L’uomo, Ahmed Juanid, aveva portato via nella prima occasione 40 euro e nella seconda 80 euro, minacciando in questo ultimo caso il marito della cartolaia. Le indagini, tra l’altro, avevano permesso di rilevare come i commercianti in passato avessero anche aiutato l’uomo, donandogli dei soldi, una cortesia mal ripagata dal rapinatore con la doppia aggressione che ora gli è costata il carcere e l’interrogatorio in cui giovedì, se lo riterrà opportuno, potrà fornire al giudice la propria versione dei fatti.

Intanto, emergono nuovi particolari che riconducono all’attività investigativa dei carabinieri che li aveva portati fin da subito sulle tracce del responsabile che tuttavia era scomparso nel nulla per più giorni, inutilmente ricercato dalle forze di polizia del territorio. A permettere ai militari di risalire alla sua identità e alla sua identificazione, oltre al riconoscimento delle vittime e di alcuni testimoni, era stato un documento che l’arrestato aveva fatto fotocopiare proprio in cartoleria e che doveva poi portare in Questura. Nel fare le fotocopie, tuttavia, l’uomo ne aveva dimenticata una dentro la fotocopiatrice che poi i commercianti avevano recuperato in attesa di riconsegnarla.

I fatti però sono poi precipitati con la doppia rapina in pochi giorni, ed è stato così che quel foglio dimenticato nella fotocopiatrice al posto di finire nelle mani del pakistano è finito in quelle dei carabinieri.

Particolare anche l’epilogo della vicenda: il trentaduenne infatti, nella notte tra domenica e lunedì, era stato arrestato dalle volanti della polizia per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, deturpamento ed imbrattamento di cose altrui e getto di cose pericolose, in seguito alla chiamata di alcuni cittadini che avevano lamentato il comportamento aggressivo e violento dello straniero tra viale Varese e la stazione di Como San Giovanni.

Una volta arrestato il trentaduenne e portato negli uffici di viale Roosevelt, era poi emerso che di fronte agli agenti delle volanti c’era proprio l’uomo che era ricercato da giorni dai carabinieri per le rapine andate in scena alla Cartoleria Briantea. Il cerchio si è quindi chiuso attorno al sospettato, portato direttamente dalla questura al carcere del Bassone di Albate in attesa dell’interrogatorio di fronte al gip di Como che è stato fissato per giovedì.

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