Casellario giudiziale in Ticino. Bilancio positivo 11 anni dopo

Oltre confine Si è parlato dei benefici portati dalla misura Gobbi: «Impediamo di entrare a chi ha trascorsi criminali»

Attraverso la cassa di risonanza del “Mattino della Domenica” la Lega dei Ticinesi ha posto l’accento, undici anni dopo la sua introduzione, sui benefici portati dall’estratto del casellario giudiziale, misura che nel 2015 era stata bollata - dai sindacati e dall’Unione europea - come vessatoria anzitutto nei confronti dei frontalieri e in generale degli stranieri che chiedono anzitutto il permesso di dimora. «La richiesta del casellario giudiziale consente al nostro Cantone di approfondire e laddove vi siano condizioni legali di impedire l’entrata di cittadini che hanno dei trascorsi criminali all’estero - ha rimarcato dalle pagine del “Mattino della Domenica”, il consigliere di Stato Norman Gobbi -. E’ uno strumento che ha anche un effetto deterrente, perché per ottenere un permesso è necessario presentare una documentazione che attesti l’assenza di precedenti rilevanti». La presentazione del casellario giudiziale è obbligatoria per i nostri lavoratori in funzione del rilascio del permesso di lavoro. Gobbi si è anche spinto oltre, spiegando che «questa soluzione sarebbe ancora più efficace se venisse adottata da tutti i Cantoni». A questo proposito occorre ricordare il botta e risposta istituzionale che aveva accompagnato l’introduzione di questa misura da parte del Governo ticinese, con l’allora ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. «Nessuna polemica o contromisura da parte di Roma per la decisione del Governo del Ticino di obbligare i frontalieri o dimoranti a procurarsi un estratto del casellario giudiziale - le parole del ministro Gentiloni -. Ciò non toglie che questo provvedimento, che colpisce soprattutto gli italiani, rischia di suscitare reazioni negative nell’opinione pubblica italiana».

Undici anni dopo, la Lega dei Ticinesi ha voluto celebrare questa vittoria politica.

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