Cronaca / Como città
Giovedì 29 Gennaio 2026
Caso Carducci, la presidente Forgione attacca Monizza: «Noi corretti»
La diatriba Dalla presidente risposta all’ex consigliere Monizza: «Qui c’è democrazia. Dal Comune solo silenzi»
Como
Dopo l’articolo firmato da Gerardo Monizza pubblicato ieri, arriva la risposta di Maria Cristina Forgione, presidente dell’Associazione Carducci, che respinge punto per punto le accuse.
A partire dalla richiesta di dimissioni avanzata da Monizza, Forgione è netta: «Il signor Monizza non è socio dell’Associazione Carducci. Non ha alcun titolo per chiedere le mie dimissioni o quelle del consiglio. Io rispondo esclusivamente ai soci, che mi hanno chiesto di andare avanti». Quanto al dialogo con il Comune, la presidente afferma di averlo «sempre tentato», senza però trovare un’interlocuzione risolutiva.
Uno dei nodi centrali riguarda la contestata bolletta di luce e gas da circa 120 mila euro. «La Corte d’Appello di Milano ha stabilito che non dobbiamo pagare nulla - spiega Forgione -. La sentenza è passata in giudicato e non è stata impugnata dal Comune. Non esisteva alcun regolamento sulle forniture e non abbiamo mai usufruito di servizi oltre il necessario».
Sulla diffida inviata nel 2025 in relazione agli spazi concessi al Conservatorio, Forgione chiarisce che si trattava di una questione di sicurezza: «Le uscite di emergenza del Carducci sono state sigillate. La diffida era finalizzata ad aprire un confronto tecnico con architetti e consulenti». Respinte le accuse di gestione opaca e tensioni interne: «I consiglieri dimissionari sono stati sostituiti con nuove elezioni democratiche». Quanto ai bilanci: «Sono stati regolarmente approvati. L’ultimo si è chiuso con un attivo di 14 mila euro. La contabilità è verificabile».
Forgione smentisce il calo di attività: «I corsi continuano, senza perdere iscritti. Anzi, ne avvieremo di gratuiti, come quello per gli anziani sull’uso delle tecnologie». E sul tema dei familiari tra i soci: «In tre o quattro non determinano nulla. Dopotutto lui all’interno dell’Auser Università Popolare Como ha la moglie e il figlio, però nessuno gli dice niente».
Infine, una precisazione sulle accuse più gravi: «La Sovrintendenza nulla ha avuto da eccepire rispetto al museo. Anzi il comune ha fatto intervenire i carabinieri del Nucleo Speciale che si sono detti meravigliati della chiamata e si sono complimentati con i soci della Carducci che curano il Museo».
«Il Carducci andrà avanti - conclude Forgione -. La sua storia la difendiamo con i fatti, non con polemiche personali».
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