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Scuola. Dopo le parole del ministro Valditara, gli interventi di insegnanti e Consiglio d’istituto. «La scelta dell’amministrazione non è percorribile»
Lettura 1 min.All’indomani dell’intervento del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che ha definito la situazione della scuola Corridoni «a così pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico oggettivamente anomala e inaccettabile» si muove il mondo scolastico di via Sinigaglia. Dalle insegnanti al Consiglio di istituto per chiedere, ancora una volta, al sindaco Alessandro Rapinese (che ha fatto personalmente giovedì un sopralluogo in via Fiume), di fermarsi.
Gli insegnanti della Corridoni dicono di ritenere «doveroso» intervenire tenendo «la bussola orientata su quanto hanno dichiarato in modo chiaro, netto e deciso, il provveditore Imerio Chiappa e Luciana Volta dell’ufficio scolastico regionale». Sul trasferimento dell’80% della scuola in via Fiume dicono: «Al di là delle problematiche strutturali dell’edificio e di tutti gli adempimenti necessari a garantire l’idoneità degli spazi e la sicurezza di alunni e operatori, riteniamo che questa scelta (residuale fino a pochi giorni fa) non possa essere adeguata e percorribile. Le famiglie dovrebbero, in orario di punta, percorrere a piedi più di tre chilometri (sola andata), potrebbero essere costretti a muoversi con i mezzi pubblici e in via Dottesio non transitano i bus urbani ma linee extraurbane e il bus per Camnago; il plesso di via Fiume è molto distante dalla scuola secondaria Foscolo e questo precluderebbe lo svolgimento di diverse attività in continuità (laboratori musicali, teatro, corso di nuoto...)». Inoltre dicono che «l’offerta formativa sportiva non potrebbe più consentire la pratica degli sport di lago, come canottaggio e vela» e che sarebbero «precluse le attività curricolari e laboratoriali di entrambi i plessi, Venini e Corridoni». E concludono: «La scuola Corridoni non deve essere chiusa: ha tutti gli spazi adeguati alle esigenze degli alunni, laboratori creativi e scientifici, una grande palestra, aule di musica, 6 spazi mensa, orti didattici e un giardino piantumato in parte naturale con campi da gioco. Considerate le difficoltà dell’amministrazione nel trovare un plesso idoneo ad accogliere gli studenti della Corridoni, a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, e alla luce delle criticità evidenziate dall’Usr sulla Venini, i docenti ritengono che l’unica soluzione percorribile sia quella già adottata per altre scuole, garantire agli alunni e alle loro famiglie un inizio anno sereno nel plesso di via Sinigaglia».
Dal canto suo il presidente del Consiglio di istituto Como-Borgovico Simone Molteni dice: «Si riporti un po’ di normalità e serenità per trattare in un tema così complesso. Se già è inaudito pensare di avere una scuola divisa su più plessi distanti 7 km l’uno dall’altro (questa era la delibera iniziale del Comune) è evidente che anche questo piano iniziale pensato dal Comune per sua stessa ammissione non funziona (visto che ha scoperto al 25 agosto che la Foscolo non può accogliere neanche un’aula e invece doveva accogliere la maggioranza degli studenti della Corridoni). L’unica soluzione è tenere aperta la Corridoni e poi cominciare a ragionare con competenza e serenità su un vero piano scuole che vada a fare una vera razionalizzazione, chiudendo le scuole che non servono, ma soprattutto facendo i lavori in quelle da sistemare prima di pensare a un qualsiasi trasferimento di alunni».
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