Caso Corridoni, il Pd attacca Rapinese: «Il suo un linguaggio da cortile. Secondo lui nessuno “capisce una mazza”»

Livia Sarda, vicesegretaria Pd Como, ha espresso la propria contrarietà nei confronti del primo cittadino non solo per la decisione (al momento bloccata dal Consiglio di Stato) di chiudere la scuola, ma anche per i modi con cui si è espresso durante una diretta radio

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Como

Non solo per la decisione di chiudere la Corridoni, ma anche per i modi con cui si è espresso durante una diretta radio. Questo al centro del comunicato trasmesso da Livia Sarda, vicesegretaria Pd Como, in riferimento a un recente intervento del sindaco Alessandro Rapinese riguardo lo scottante tema, sul quale la parola fine è stata tutt’altro che messa considerando che il Consiglio di Stato ha “congelato” la chiusura.

«Sabato mattina, diretta radio. Si parlava di una scelta importante. Importantissima: chiudere la Corridoni per farci un autosilo. Al posto di una scuola. Una scuola che forma, che educa, che tiene vivo il centro. Lui la chiude per farci un parcheggio - spiega Sarda -. E per difendere questa scelta, il sindaco cosa dice? Che il ministro “non capisce una mazza”, che nessuno “capisce una mazza”, che sono tutti “cialtroni e sfigati”. Questo è il linguaggio del sindaco di Como in diretta radio. No. Non ci sta. Non è critica politica, è volgarità istituzionale. E c’è un paradosso enorme, che fa male: nelle scuole che lui sta chiudendo, un linguaggio così non sarebbe mai tollerato. Un bambino, un ragazzo che in classe dicesse ai compagni “non capite una mazza, siete cialtroni e sfigati” verrebbe ripreso, educato, sospeso».

E aggiunge: «A scuola si insegna il rispetto, il confronto, l’ascolto. A scuola si insegna che le scelte importanti si spiegano con argomenti, non con gli insulti. Lui invece fa l’esatto contrario: chiude la scuola e porta in radio il linguaggio da cortile. Un autosilo al posto della Corridoni non ci sta. Non ci sta urbanisticamente, non ci sta culturalmente, non ci sta moralmente. E non ci sta che a Como, il sabato mattina, un sindaco possa dare dei cialtroni a tutti in diretta. E poi arriva l’ordinanza di sospensiva del Consiglio di Stato. E il sindaco che fa? Un video. Dice che per trent’anni a Como per le scuole non è stata fatta una mazza. E per rimediare a trent’anni in cui non è stata fatta una mazza, la sua idea è chiuderne una per farci un autosilo. A questo punto il dubbio è lecito: vuoi vedere che adesso, per il sindaco, anche il Consiglio di Stato non capisce una mazza? Per fortuna il futuro delle scuole comasche non dipende da chi parla in radio il sabato mattina, ma da chi ogni mattina entra in classe e insegna ancora a capire.

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