Caso Dehors, il Tar ferma il Comune: sospensiva per l’edicola di via Ballerini

Battaglia legale Il bar “La Quinta” vince il ricorso cautelare contro l’abbattimento del “vagone” - Gli avvocati: esiste da quarant’anni, non può essere qualificata come una struttura stagionale

Il Tar blocca l’abbattimento di uno dei dehors del centro storico che l’amministrazione Rapinese a inizio marzo ha ordinato di smantellare. I giudici della quarta sezione del Tribunale Amministrativo per la Lombardia hanno accolto la richiesta di sospensiva presentata dai legali del bar La Quinta di piazza Perretta, che hanno contestato l’ordine di rimozione dello storico “vagone” verde di via Ballerini, la struttura in acciaio e vetro che da quarant’anni garantisce uno spazio (perdonate il gioco di parole) chiuso all’aperto.

Il Tar non è entrato nel merito del ricorso, ma si è limitato a sottolineare che «sussistono i presupposti di estrema gravità ed urgenza tali da consentire la dilazione della trattazione della domanda cautelare». Nel merito i giudici discuteranno del ricorso il 20 maggio prossimo.

Prima di comprendere le eventuali e - al momento - solo ipotetiche conseguenze di questo stop, vale la pena ricostruire la vicenda della “edicola” di via Ballerini. Tutto inizia con il provvedimento notificato alla Lux Srl dal Comune di Como, con la quale la società viene diffidata «alla rimozione di chiusura stagionale di spazio commerciale» dello storico dehors. Diffida rimasta lettera morta e seguita, il 20 aprile scorso, da un’ordinanza del direttore dell’Area territorio di Palazzo Cernezzi con la quale, preso atto della mancata rimozione, preannuncia «l’esecuzione in proprio» entro sette giorni. Tradotto: se la prossima settimana la struttura è ancora in piedi, provvederemo noi (a vostre spese) ad abbatterla. Da qui il ricorso al Tar. Gli avvocati Vincenzo Latorraca e Michela Luraghi, legali della Lux srl, nel loro ricorso hanno sostenuto che l’edicola/dehors di via Ballarini non sia una «chiusura stagionale» nata per esigenze temporanee, ma una struttura autorizzata dal Comune nel 1986, con concessione di suolo pubblico e successivo rinnovo e modifica nel 1990. Il ricorso ha sottolineato come la concessione preveda rinnovi taciti triennali e che la scadenza attuale sarebbe il 31 dicembre 2027. Di fatto - secondo i legali - il Comune fonderebbe l’ordine di rimozione su presupposti sbagliati.

Inoltre nel ricorso i titolari del bar La Quinta si appellano pure alla irretroattività. Anche ammesso che il nuovo Regolamento sia valido, hanno sostenuto, non può essere applicato all’indietro a una struttura realizzata e autorizzata quarant’anni. Le regole nuove valgono per il futuro, non possono cancellare automaticamente situazioni consolidate.

L’udienza del 20 maggio sarà particolarmente delicata, per l’amministrazione. Perché in caso di accoglimento potrebbero aprirsi diversi scenari. Il primo: se il Tar dovesse dire che il dehors di via Ballerini ha un titolo valido, altri locali potrebbero far ricorso ma solo per casi analoghi. Il secondo: se i giudici dovessero dire che il nuovo regolamento non si applica alle strutture preesistenti e stabili, questo potrebbe causare un effetto domino clamoroso. Per ora registriamo il primo alt. Tra un mese il secondo verdetto.

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