C’è un indagato per la rapina di Tavernola: arrestato a Rebbio dalla polizia
Il colpo al Bennet Si tratterebbe di una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine fermato con parte della refurtiva - Quattro i banditi incappucciati che giovedì avevano svaligiato l’oreficeria Stroili
Lo hanno bloccato poche ore dopo l’assalto, clamoroso, al centro commerciale di Tavernola. In auto gli hanno trovato parte della refurtiva: oggetti in oro con ancora l’etichetta della gioielleria Stroili.
Svolta nelle indagini per la rapina avvenuta nella serata di giovedì, intorno alle 18.30, all’interno dell’oreficeria che si trova nel centro commerciale Bennet a Tavernola, in via Asiago. I detective della Squadra Mobile della Questura di Como hanno infatti fermato un ragazzo di Rebbio, molto noto alle forze dell’ordine nonostante la sua giovane età. In manette è finito Omar Fatnassi, 22 anni. Secondo i poliziotti è uno dei componenti della banda che ha devastato le vetrine della gioielleria.
Il ragazzo è stato bloccato dalle parti di Fino Mornasco, nella serata di giovedì. A bordo dell’auto sul quale si trovava gli inquirenti hanno rinvenuto i monili ancora etichettati, compatibili con quelli scomparsi. Inoltre, anche il maglione che il ventiduenne aveva, con due vistose bande orizzontali sulla manica, è del tutto simile a quello che indossava uno dei rapinatori, stando alle immagini immortalate dai video della sicurezza presenti nel negozio.
Non ci sono invece notizie in merito agli altri componenti della banda che sono ricercati e che non sono noti, scomparsi dai minuti successivi al colpo.
Nel frattempo si fa più chiara la dinamica del colpo, avvenuto in pieno giorno, con molti clienti ancora presenti nei negozi del centro commerciale.
La banda era composta complessivamente da quattro persone. Uno ha atteso in auto, all’esterno del Bennet, con il motore acceso e pronto alla fuga. Ma anche con funzione di “palo”, per avvisare i complici in caso di arrivo della Polizia.
Gli altri tre, incappucciati con passamontagna, hanno fatto irruzione allo “Stroili”, che è uno dei primi negozi vicino alle uscite.
Uno dei malviventi ha puntato le due commesse presenti e le ha minacciate con una pistola. Gli altri due banditi, armati di mazzette da muratore con manico il legno, hanno iniziato ad infrangere le vetrinette prendendo tutto quello che trovavano. Il colpo è fulminio: è durato appena quaranta secondi. Poi la banda è fuggita. Al momento del colpo nel negozio non erano presenti clienti ma solo le due commesse.
Le due testimoni avevano parlato dell’assenza di particolari accenti nella parlata dei rapinatori, che si erano rivolti a loro in italiano. L’auto era stata vista allontanarsi in direzione di Como, non dunque verso la Svizzera, anche se poi un suo passaggio è stato rilevato lungo l’autostrada A9.
Nelle attività di indagine, la polizia ha sentito le testimonianze non solo delle due dipendenti di “Stroili”, ma anche di altri negozianti del centro commerciale.
Non è al momento noto come gli agenti siano riusciti a fermare il ventiduenne di Rebbio. Per lui la Procura di Como ha già formalizzato una richiesta di convalida e di custodia cautelare in carcere. Nelle prossime ore, dunque, il giudice delle indagini preliminari fisserà l’interrogatorio in carcere a carico di Fatnassi, anche se nessuno si illude che il giovane possa decidere di collaborare a scoprire gli altri componenti della banda.
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