Chat suprematiste e simulazioni di omicidi: accusati 17 ragazzi, di cui 14 minori. Uno è comasco

Il caso Nelle indagini svolte dai carabinieri del Ros e dalla Digos è stato coinvolto anche un minorenne dell’area canturina. Faceva parte di una chat in cui si esaltava Hitler e si condividevano istruzioni per preparare ordigni

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Cantù

C’è anche un minorenne residente nel Canturino tra i ragazzi coinvolti nell’indagine condotta dai carabinieri del Ros e dagli agenti della Digos sull’esaltazione di ideologie suprematiste e antisemite, che ha interessato numerose province italiane.

Il comasco era nella chat, ma non ha commesso illeciti

Secondo quanto è stato possibile ricostruire finora, il minorenne comasco sarebbe stato indagato in quanto presente in una chat nella quale venivano condivisi immagini e contenuti di esaltazione di Adolf Hitler e di Brenton Tarrant, autore dei due attentati terroristici compiuti nel 2019 a Christchurch, in Nuova Zelanda, contro due luoghi di culto islamici. Nelle conversazioni sarebbero inoltre circolati contenuti relativi a tecniche per compiere azioni e realizzare ordigni.

Per quanto riguarda la posizione del giovane residente nel Canturino, dalle informazioni emerse finora risulterebbe che la sua presenza fosse limitata alla partecipazione alla chat e che non abbia compiuto azioni illecite.

Una vasta indagine in tutta Italia

Complessivamente sono 17 gli indagati, 14 dei quali minorenni. Nell’ambito dell’inchiesta vengono contestati, a vario titolo, i reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale e religiosa, con aggravanti legate al terrorismo.

Due i gruppi finiti al centro degli accertamenti: la “Chat del Nuovo Ordine Europeo” e il gruppo denominato “Fronte Fascista Italiano”. Al loro interno sarebbero stati pubblicati contenuti contro ebrei, omosessuali e persone di colore.

Sequestrati anche coltelli e simboli del nazismo

Supporto al gruppo suprematista “The Base” e giochi online per simulare omicidi di persone appartenenti a minoranze etniche

Nel corso delle perquisizioni effettuate in diverse città italiane da Ros e Digos sono stati sequestrati anche coltelli e altre armi bianche, oltre a vessilli e oggetti riconducibili alla simbologia nazista. Secondo quanto emerso dalle indagini, alcuni degli indagati avrebbero inoltre diffuso propaganda relativa al gruppo suprematista “The Base”, insieme a manuali di autoaddestramento e indicazioni sulle tecniche per la realizzazione di azioni dirette. Avrebbero inoltre partecipato a giochi online nei quali venivano simulati virtualmente omicidi di persone appartenenti a minoranze etniche.

Le perquisizioni sono state effettuate dai carabinieri del Ros con il supporto dei Comandi provinciali di Roma, Como, Catanzaro, Bologna, Milano, Reggio Emilia, Benevento, Genova, Udine, Palermo e Trento. Alle operazioni hanno partecipato anche gli agenti della Digos della Questura di Verona, coordinati dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione e con l’ausilio delle Digos di Napoli, Benevento, Brescia e Trento.

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