Che odissea per le monete: la mostra slitta ancora

Il caso Quanti rinvii: da Pasqua a Natale e ora di nuovo (quasi) a Pasqua. Ora il Comune pensa al 21 marzo, con o senza la presenza del ministro

Da Pasqua a Natale e ora di nuovo (quasi) a Pasqua. L’apertura della mostra del “Tesoro di Como” slitta ancora in avanti di qualche settimana. Marzo dovrebbe essere il mese giusto (a meno di ulteriori rinvii) per poter vedere dal vivo una selezione delle monete d’oro e i gioielli ritrovati nel 2018 in via Diaz, sotto l’ex Teatro Cressoni durante alcuni scavi privati per la costruzione di alcune residenze.

L’ultima indicazione arrivata dall’amministrazione dopo il rinvio prima di Natale a fine gennaio era stata poi posticipata a febbraio. Il sindaco Alessandro Rapinese aveva infatti chiarito che il Comune era in attesa di concordare una giornata con il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che aveva manifestato la volontà di essere presente all’inaugurazione. Ora si andrà a marzo e la data dovrebbe essere quella del 21, il primo giorno di primavera. Lo ha detto in tv lo stesso primo cittadino spiegando che è in fase di deposito la “Scia” di fine lavori, ma che è tutto praticamente concluso. «Ho avuto aggiornamenti dall’assessore Enrico Colombo proprio in queste ore – le sue parole – e slittiamo alla terza decade di marzo». Poco dopo ha indicato con precisione il 21 marzo sottolineando come ormai «siamo in dirittura d’arrivo».

Allestimenti ultimati

Gli allestimenti sono stati ultimati e nella ex chiesa delle Orfanelle di via Balestra sono già presenti i reperti in pietra e quelli ricavati dagli scavi, mentre ovviamente le monete e gli oggetti preziosi arriveranno solo all’ultimo minuto in base a quanto prevedono le procedure sia per quanto riguarda la sicurezza che quelle di natura strettamente assicurativa. Rispetto all’indicazione di apertura per la Pasqua 2025 e poi per l’estate erano emerse una serie di prescrizioni aggiuntive dopo alcuni sopralluoghi del Comando dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale che avevano disposto misure più restrittive su telecamere, sistemi di allarme e test anti-intrusione per le teche che dovranno ospitare i preziosi. La mostra permanente con allestimento immersivo (organizzato come una sorta di viaggio nel tempo con alcuni effetti speciali) conterrà una cinquantina di monete (rispetto alle mille ritrovate), la pietra ollare che le conteneva e i gioielli (anelli, orecchini, una goccia d’oro e una barretta semilavorata). E si tratta di fatto della prima apertura nel complesso dei Musei civici, ancora chiuso per restauri.

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