Immersione fatale: un sub di 41 anni è morto a 80 metri di profondità. Chi era Fabio Livio?

Tavernerio Choc e incredulità per la scomparsa improvvisa: la sua passione per il Como e le immersioni

Immersione fatale: un sub di 41 anni è morto a 80 metri di profondità. Chi era Fabio Livio?
Fabio con la maglia del Rovascio, prima e durante un’immersione

Choc e incredulità in paese alla notizia della tragedia della morte di Fabio Livio, 41 anni, da anni dietro al bancone dell’omonima cartoleria, tabaccheria e ricevitoria nella piazzetta di via Provinciale, cuore del paese.

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Un volto che tanti compaesani conoscevano e vedevano quotidianamente nella sede della cartoleria, che gestiva insieme al papà Marco. Una vita piena, fatta di lavoro, sempre pronto al sorriso con gli amici e con i clienti, della grande passione per lo sport e l’attività fisica e dell’amore per il territorio. Un uomo serio, brillante, molto intelligente, che sapeva vivere la professione, un po’ come tutta la sua famiglia, non come un mero lavoro, ma prima di tutto come un servizio alla cittadinanza e ai clienti. Famiglia storica del paese, Fabio lascia papà Marco, collega di lavoro, mamma Tiziana, attiva spesso nel mondo oratoriano, parrocchiale ed ecclesiale, e la sorella Ilaria col cognato e i nipoti.

Nella cartoleria che, come ricordano in paese, la famiglia gestisce da ormai vent’anni, Fabio rappresentava la seconda generazione, sempre pronto a supportare il padre e a modernizzare i servizi. La piazzetta di via Provinciale rappresenta davvero il cuore del paese: qui si affacciano i negozi, i bar, le banche e gli uffici. Ogni giorno sono centinaia le persone che passano per la piazza per una commissione, un semplice caffè, le sigarette o solo per una chiacchierata. Molti compaesani e amici, spesso si recano in cartoleria anche semplicemente per un saluto. Al lato professionale, Fabio univa quello personale di grande amante della vita, vissuta pienamente: tanti ricordano la sua passione, da vero lariano, per il Calcio Como.

Poi la passione per le immersioni. Passione che purtroppo è diventata teatro del suo decesso improvviso nelle acque del Moregallo. Il sindaco, Mirko Paulon, non nasconde lo choc per l’accaduto: «Ovviamente Fabio e la sua famiglia sono persone molto conosciute in paese – commenta il primo cittadino – Non ci posso e non ci voglio credere che non sia più tra noi. Ricordo il grande servizio che lui e la sua famiglia offrono al paese e soprattutto al mondo scolastico di Tavernerio: si occupano, infatti, anche delle cedole librarie per i libri di testo delle nostre scuole. In piazza, in paese e tra i concittadini era conosciuto da tutti. Non ci sono parole per descrivere il dolore, che colpisce in primis i suoi genitori, la sua famiglia e poi tutti noi. Una tragedia immane».

Lo sgomento è la reazione che prevale alla notizia della tragedia avvenuta al Moregallo, durante un’immersione, attività che piaceva a Fabio. Difficile ora stabilire se il decesso sia avvenuto per un improvviso malore o per un incidente.

Ora per il paese è il momento dello choc. Il parroco, don Paolo Busato, in paese da pochi mesi, esprime il suo cordoglio e commenta: «Lo avevo incontrato qualche volta, ovviamente non lo conoscevo bene, ma capisco che per il paese questa notizia possa rappresentare un grande momento di dolore e di choc».

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