Chiude l’asilo nido Peter Pan ad Albate per ristrutturazione. Ma i genitori dicono “no” e raccolgono 500 firme

La petizioneDa giugno per tre anni stop alle lezioni per consentire i lavori finanziati dal Pnrr. Nascerà un nuovo polo per l’infanzia. Lettera al sindaco: «Risolviamo i problemi insieme»

A giugno chiude l’asilo di via Longhena per tre anni, ad Albate le mamme hanno raccolto 500 firme per aprire un dialogo con l’amministrazione comunale. Palazzo Cernezzi ha incassato dal Pnrr i fondi per ristrutturare l’asilo nido e costruire un nuovo polo per l’infanzia fino ai sei anni. L’investimento è ingente, circa tre milioni di euro. I cantieri in partenza la prossima estate dureranno almeno tre anni e quindi una trentina di bambini dovranno trovare posto negli altri nidi comunali della città. I genitori del quartiere però si stanno mobilitando.

La protesta

«A nome di tutte le famiglie del nido Peter Pan di Como, di via Baldassarre Longhena – scrive Caterina Incagliato, una mamma rappresentante – che come ben saprete verrà chiuso a giugno. Siamo venuti a conoscenza solo a fine novembre con una mail che ci invitava a trasferire i bambini in altre strutture del Comune. Ci hanno gentilmente rassicurati, sempre nella mail, perché ai nostri bambini sarà garantita la priorità nell’iscrizione negli altri asili con la presenza delle figure professionali a loro familiari. Ciò nonostante a noi sono sorti tantissimi dubbi, abbiamo di fronte molte problematiche in previsione del prossimo anno».

Alcuni genitori si stanno orientando per andare al nido di va Giussani dal prossimo anno, gli spostamenti in auto però non sono per tutti semplici. Tra le proposte che i genitori intendono portare a Palazzo Cernezzi c’è quella di usare l’ex nido di Camerlata per spostare in blocco i bambini di via Longhena. Ad Albate sono in allerta anche i genitori delle scuole elementari di via Acquanera, un plesso molto popolato che perderà l’utenza dell’infanzia da trasferire nel nuovo polo da zero a sei anni.

Petizione consegnata

«Abbiamo così raccolto più di 500 firme – scrivono sempre i genitori albatesi - per poter richiedere un’assemblea tematica con il sindaco e il consiglio comunale. Rispettiamo la chiusura del nido perché crediamo che la ristrutturazione e la creazione di un polo scolastico da zero a sei anni sia un’ottima opportunità, ma riteniamo necessario un confronto con l’amministrazione. Venerdì abbiamo ricevuto un invito urgente per una riunione da parte del sindaco, rivolto però solo ai genitori dei bambini che dovranno frequentare il nido il prossimo anno».

Ieri alle 11 le firme sono state consegnate direttamente nelle mani del sindaco Alessandro Rapinese. I sindacati hanno supportato i genitori di Albate. Secondo i rappresentanti dei lavoratori c’è il rischio che con otto asili funzionanti invece di nove si allunghino le liste d’attesa. Anche vista la volontà del Comune di bloccare le assunzioni del personale in vista di future esternalizzazioni del servizio a favore delle gestioni private. Le domande finite in coda per le iscrizioni di novembre sono per ora 55 (12 in via Italia Libera, 10 in via Zezio, 6 in via Giussani come in via Palestro) possono però figurare negli elenchi anche domande multiple. A maggio le famiglie in lista d’attesa erano 27, mentre nel periodo del Covid oltre un centinaio.

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