Chiuso il Sant’Anna: Como perde un ristorante storico

Saracinesca abbassata da mesi. Ora la conferma del titolare: «Costi di gestione e del personale troppo elevati»

Como

Alla fine dello scorso settembre la saracinesca era stata abbassata. Temporaneamente - si disse in quei giorni - in attesa dell’ipotetico ingresso di un nuovo socio. Ma ora, dopo cinque mesi, arriva la conferma ufficiale: lo storico ristorante Sant’Anna 1907, al numero 1 di via Turati, proprio davanti all’ex ospedale di via Napoleona, ha chiuso definitivamente la saracinesca.

Nel maggio del 2021 il ristorante, dove lavoravano circa dieci persone fisse tra cucina e sala, era stato acquisito da Giuliano Lotto, milanese, classe 1959, con numerose esperienze nel settore della ristorazione, soprattutto all’estero ed in particolare a Londra.

Ora è lo stesso Lotto a confermare la chiusura: «Abbiamo preso questa decisione - spiega - perché in Italia è ormai quasi impossibile fare i ristoratori: i costi di gestione e, soprattutto, i costi legati al personale sono troppo elevati. All’estero - continua Lotto - è in funzione il sistema delle mance, che consente di gratificare il dipendente senza pesare eccessivamente sull’azienda; in Italia, invece, i ristoranti funzionano e garantiscono reddito solo se il proprietario lavora all’interno della struttura». Una scelta che Lotto non ha potuto fare, dice ancora, «anche a causa di alcuni gravi problemi famigliari che mi hanno colpito».

L’imprenditore spiega inoltre di aver intrapreso per un certo periodo di tempo una trattativa con un potenziale acquirente o socio: «Purtroppo non è andata a buon fine e quindi ho dovuto scegliere la strada della chiusura; se qualcuno si vuole fare avanti e vuole aprire un tavolo di trattativa, io sono pronto». Altrimenti, Lotto non esclude di riconsiderare l’idea di riaprire il ristorante nel futuro, «ma al momento si tratta di un’ipotesi remota».

Intanto l’immobile (che comprende anche un appartamento al piano superiore) è inutilizzato.

Con la chiusura del ristorante Sant’Anna 1907, Como perde un luogo storico della ristorazione cittadina.

Correva appunto l’anno 1907 quando il capostipite della famiglia Fontana, tornato in Italia dopo il lavoro nelle ferrovie nell’America del sud, aveva investito in questo ristorante tutti i suoi risparmi. Ma il vero artefice del successo del locale fu Fausto Fontana che, negli anni Ottanta, fece conoscere il ristorante a personaggi di spicco del ramo della seta e della moda comasca e milanese. Il Sant’Anna è diventato così negli anni un punto di riferimento per stilisti e designer ma anche nobili, calciatori, attori, politici e personaggi di spicco del mondo dello spettacolo: da Walter Chiari a Bettino Craxi, da Carolina di Monaco a Stefano Casiraghi, da Claudio Baglioni a Gianfranco Ferrè, fino a Ottavio Missoni, sono tutti stati avventori del ristorante comasco.

Nei drammatici mesi della pandemia, il Sant’Anna non si era fermato: era stato infatti tra i primi a scegliere la strada del delivery continuando a cullare una clientela fedele.

Giuliano Lotto, dopo l’acquisizione, aveva rinnovato le quattro sale e, con l’aiuto dello chef Francesco Priore, aveva studiato anche una rivisitazione del menù pur mantenendo le caratteristiche tradizionali del locale. «L’impostazione che ci caratterizzerà - aveva spiegato l’imprenditore al nostro giornale subito dopo l’acquisizione - sarà un’ampia scelta di piatti della tradizione, con un tocco in più; un altro punto di forza sarà la cantina, un grande spazio con un’ampia selezione di vini pregiati e di etichette esclusive».

Qualcosa purtroppo non ha funzionato e la saracinesca di via Turati resta ora tristemente abbassata. Una sconfitta per il progetto imprenditoriale, per la ristorazione comasca di qualità e naturalmente per i dipendenti che hanno dovuto trovare un’altra occupazione, come lo storico maître Fabio Pedraglio che ora lavora al ristorante Gnocchetto di Tavernerio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA