Città “sequestrata” dal maxi party. «Ricadute positive per tutta la comunità»
Cernobbio Fa discutere la festa lunga una settimana a Villa d’Este organizzata dal magnate Ricci. Rasella e Ciceri: «Evento che giustifica qualche sacrificio». Saladini e Mazza: «Però basta fuochi»
Lettura 1 min.Cernobbio
Non poteva che creare dibattito l’evento che per tutta la settimana vedrà a Villa d’Este una sfilata di star per celebrare al meglio i settant’anni del magnate statunitense dell’aviazione privata Kenn Ricci; festa anticipata di una settimana visto che ad inizio settembre il cinque stelle lusso ospiterà l’annuale Forum Ambrosetti.
Il mega party non coinvolgerà solo Villa d’Este, ma gran parte della zona a ridosso della strettoia e della Vecchia Regina: duecento le persone impegnate negli allestimenti che interesseranno anche un’area presa in affitto a Villa Erba.
Il dibattito
Giusto che Cernobbio venga “sequestrata” da un super ricco per cinque giorni? I pareri si dividono.
«Sono eventi che con un minimo di buonsenso portano benefici e indotto a tutto il territorio - sostiene Giuseppe Rasella, vicepresidente della Camera di Commercio Como-Lecco - Si tratta di un’economia “diretta” le cui ripercussioni positive sono facilmente immaginabili. Per decenni anche l’industria e le lavorazioni industriali hanno creato disagi. Quindi ben vengano queste iniziative, che devono però tenere conto delle esigenze di tutti i cittadini nonché degli altri turisti».
Concorda anche il presidente di Confcommercio Como Giovanni Ciceri: «Stiamo parlando di una settimana e di un evento la cui eco sicuramente varcherà i confini del nostro Paese - le sue parole - Facciamo questo esperimento prima di lamentarci. Lo dico a chi ha già espresso parere negativo. Sicuramente vi saranno tante ricadute positive sul territorio, a fronte, questo sì, di qualche piccolo sacrificio. Ogni evento porta in dote difficoltà. Esistono però gli strumenti per affrontarle».
L’ex sindaco Simona Saladini, oggi capogruppo di “Progetto Cernobbio”, approva a metà. «Un po’ di sopportazione ci vuole anche da parte dei cittadini - premette - Altrimenti non saremmo la Cernobbio famosa nel mondo e non si venderebbero gli appartamenti agli attuali prezzi. E così non si avrebbero i “b&b” affittati a determinati costi. Questi eventi hanno sempre fatto parte della storia della nostra città. Semmai le rimostranze sono per il numero indescrivibile di spettacoli pirotecnici, incluso quello di venerdì, con cui i cernobbiesi devono fare i conti».
C’è chi dice no
La voce contraria è invece quella dell’ex presidente del Consiglio comunale, oggi capogruppo di “Tu a Cernobbio” Ivano Mazza. «Eventi di rilevante importanza ci sono già stati - concede - ma di solito hanno avuto caratura internazionale, Che sia un evento privato, cioè una festa per pochi - distribuita su più location a condizionare la viabilità cittadina tanto da spingere la pubblica amministrazione a comunicarlo, fa una certa impressione. E non basta dire che “hanno ricadute economiche sul territorio” per giustificare questo comportamento. A questi si sono aggiunti gli spettacoli pirotecnici degli ultimi svolti, svolti al termine di una due giorni in cui Como ha affrontato l’incendio sul Monte Goi, con Amministrazioni che hanno vietato i fuochi d’artificio».
© RIPRODUZIONE RISERVATA