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Muggiò Nuova proposta dopo il no della Giunta (per criticità economiche) al maxi piano da 55 milioni. Il Comune non rivela chi c’è dietro, ma un filo rosso ricollega il progetto ai primi offerenti della City Green Light
Lettura 2 min.Per il nuovo quartiere dello sport di Muggiò si riparte da una nuova proposta che significa il riavvio di tutto l’iter burocratico e amministrativo dopo la bocciatura del maxi piano per piscine, palazzetto e viabilità da oltre 55 milioni di euro.
Il no all’interesse pubblico era arrivato dalla giunta il 25 settembre scorso non tanto sulla parte architettonico-tecnica, ma per gli aspetti economici. Recependo quanto aveva messo nero su bianco il dirigente del settore Opere pubbliche Luca Noseda, l’esecutivo aveva inserito nella delibera che «l’istruttoria ha dato esito positivo per i profili tecnico-architettonici e funzionali mentre ha evidenziato criticità contrattuali ed economico-finanziarie in relazione alla riconducibilità dell’operazione al partenariato pubblico privato». Da lì lo stop al maxi progetto presentato pubblicamente il 6 marzo 2025 e che avrebbe dovuto vedere le ruspe al lavoro all’inizio del 2027 per 30 mesi. Ora, come detto, si riparte daccapo. O quasi. A Palazzo Cernezzi è infatti stata presentata il 7 ottobre scorso una manifestazione di interesse che ha portato alla costituzione di un gruppo di lavoro tecnico (con lo stesso Noseda e altri tre dirigenti) per l’analisi dettagliata di quella che si configura a tutti gli effetti come una nuova proposta.
Il Comune non ha reso noto il nome del soggetto privato, ma la dicitura con cui viene presentato il progetto (riportata anche nell’atto con cui l’amministrazione affida alla società Demosion un incarico da 19mila euro per il supporto economico-finanziario) è identica a quella giudicata non procedibile. Si parla infatti della presentazione di una manifestazione preliminare di interesse finalizzata alla presentazione di una proposta di partenariato pubblico privato per «la progettazione esecutiva per la demo-ricostruzione del palazzetto, la realizzazione del centro natatorio, il finanziamento nonché la manutenzione e gestione per 20 anni del polo sportivo e natatorio sito in via Sportivi Comaschi a Como». Questo molto probabilmente rappresenta il filo rosso che porta alla società City Green Light, che già era capofila del primo progetto. Quando verrà effettivamente presentata la proposta, come prevede la norma, verrà “congelata” per almeno 60 giorni durante i quali il Comune pubblicherà un avviso con l’obiettivo di vedere la presenza di altri potenziali interessati a progettare palazzetto e piscine. A quel punto riprenderà la valutazione delle proposte per arrivare di nuovo alla dichiarazione di pubblico interesse, passo fondamentale per l’indizione di una procedura di gara che, a differenza del passato, non dà più al proponente alcuna prelazione sull’esecuzione delle opere. La giunta di fine settembre aveva indicato tre paletti economici per un nuovo progetto: coerenza con Eurostat sulle contabilizzazioni economiche dell’operazione, un contributo pubblico massimo a carico del Comune di 25 milioni Iva incluso e l’assenza di riflessi sul bilancio comunale nel caso di mancato ottenimento di eventuali incentivi.
Intanto in Comune sono state depositate altre tre proposte relative ad altrettanti impianti sportivi, che ora passeranno sotto la lente delle procedure. Le prime due riguardano il centro sportivo “Gigi Meroni” di Albate e quello di via Spartaco: in entrambi i casi il Comune aveva rifatto i manti erbosi e quindi, i partenariati pubblico-privati sono stati verosimilmente presentati dalle società sportive che hanno in concessione le strutture con l’obiettivo di allungarle in cambio di investimenti, innanzitutto su spogliatoi e servizi.
Il terzo, invece, riguarda il Tennis Como di Villa Olmo e la proposta di ampliamento e riqualificazione con annessa lunga gestione.
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