Como celebra 32 nuove attività storiche riconosciute da Regione Lombardia

Le imprese. L’assessore Guidesi: «Difendiamo identità, lavoro e comunità». Tra i nuovi ingressi nell’albo eccellenze lariane che spaziano dalla ristorazione all’artigianato d’arte, fino alle storiche botteghe di paese

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Como

C’è una Lombardia che resiste al tempo, alle crisi economiche, ai cambiamenti del mercato e alle trasformazioni della società. È la Lombardia delle botteghe, dei negozi e dei locali storici che rappresentano molto più di un’attività commerciale: sono luoghi di memoria, punti di riferimento per le comunità e simboli di un modello di sviluppo fondato sul lavoro, sulla qualità e sul profondo legame con il territorio.

Proprio per valorizzare questo patrimonio, Regione Lombardia ha conferito il riconoscimento di “Attività Storica e di Tradizione” a ulteriori 466 imprese tra negozi, botteghe artigiane e pubblici esercizi, portando a 4.943 il numero complessivo delle realtà inserite nell’albo regionale. Di questo importante contingente, la provincia di Como ha aggiunto ben 32 nuove eccellenze nel registro ufficiale, sparse tra il capoluogo, le sponde del lago e i piccoli comuni dell’entroterra.

Guidesi: «Investire sulla prossimità significa coesione sociale»

«Con il marchio di “Attività Storica e di Tradizione” - sottolinea l’assessore allo Sviluppo Economico, Guido Guidesi - Regione Lombardia vuole esprimere la propria gratitudine a quelle imprese che, attraverso il loro impegno quotidiano, contribuiscono ai primati economici e sociali della nostra Regione. Negozi, pubblici esercizi e botteghe storiche rappresentano una forza straordinaria: garantiscono servizi, creano occupazione, rafforzano la sicurezza grazie alla loro presenza diffusa e rendono i nostri paesi e le nostre città più vivi, attrattivi e coesi».

Parole che raccontano una precisa visione politica: investire sul commercio di prossimità e sull’artigianato significa investire nella qualità della vita dei cittadini e nella tenuta delle comunità locali. Dietro ogni insegna storica ci sono famiglie, sacrifici, competenze tramandate di generazione in generazione e una straordinaria capacità di affrontare il cambiamento senza perdere la propria anima.

L’identità comasca: dal 1907 al boom degli anni ’80

L’elenco dei nuovi riconoscimenti nel territorio comasco offre uno spaccato della varietà e della longevità dell’imprenditoria locale. La realtà più antica inserita in questa tornata è la Cooperativa Lavoratori di Dongo, un punto di riferimento per gli alimentari fondato nel lontano 1907. Sempre a Dongo si distingue il negozio d’abbigliamento Angelinetta, attivo dal 1983.

Il capoluogo, Como, ha ben sette nuove iscrizioni che raccontano la quotidianità cittadina: si va dalla centenaria Farmacia Bonduri (attiva dal 1914) allo storico Bar Diaz (1936), passando per il Caffè Umberto I (1958) e la Guanziroli Moto (1964). Non mancano la cura della persona con la Profumeria Piergall (1968), l’arredamento di Butti1934 e la tradizione culinaria della Pizzeria Benito dal 1986.

Anche il Lago di Como consolida la sua vocazione non solo turistica, ma legata a doppio filo a una tradizione ricettiva e commerciale d’eccellenza. Locali storici e alberghi sono diventati, nel tempo, vere e proprie mete per i turisti italiani e stranieri. Ne sono un esempio il ristorante Aurora di Lezzeno (1965), il ristorante Vapore a Torno (1968), il ristorante Helvetia a Tremezzina (1982), e la storica Boutique Patrizia a Bellagio (1986). A Cernobbio brilla invece la tradizione artigiana della Tappezzeria Casartelli Luigi (1980).

Un patrimonio diffuso sul territorio

Il dinamismo della provincia comasca emerge chiaramente anche osservando i distretti dell’arredamento e dei servizi negli altri centri. A Mariano Comense si festeggiano la Tabaccheria Bocca (1936) e la bottega artigiana Meroni L.P.C. Arredamenti (1957). Ad Arosio entrano nell’albo la Casa della Sposa (1961) e il Mobilificio Prealpi (1968), mentre a Valsolda viene premiata la sapienza artigiana del Panificio Pasticceria Corti Maurizio (1946).

Una sfida vinta tra innovazione e ricambio generazionale

«Parliamo di realtà - prosegue Guidesi - che hanno attraversato decenni di trasformazioni, dimostrando capacità di adattamento senza rinunciare alla propria identità. Hanno saputo innovare nel rispetto della tradizione e affrontare con successo anche la ’sfida’ del ricambio generazionale. Per questo Regione continuerà a sostenerle con determinazione, mettendo in campo strumenti concreti per tutelare un patrimonio imprenditoriale, culturale e sociale di valore inestimabile».

Le attività riconosciute entrano così a far parte dell’Albo regionale delle Attività Storiche e di Tradizione, consultabile attraverso il portale dedicato della Regione a conferma di un patrimonio diffuso che attraversa l’intera Lombardia e rappresenta uno dei pilastri della sua forza economica, culturale e sociale. Un patrimonio che continua a guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici e che oggi costituisce anche un importante volano per il turismo, l’attrattività dei territori e la promozione dell’eccellenza lombarda nel mondo.

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