Como, dal 2040 le coppie con figli saranno una minoranza
Dati Istat Oggi le famiglie con bambini rappresentano il 27% dei nuclei familiari censiti in città
Lettura 1 min.Dal 2040 a Como le coppie senza figli saranno più numerose rispetto alle famiglie che ne hanno almeno uno, cresce il numero di famiglie composte da una sola persona.
L’Istat ha calcolato tipologie e numeri relativi alle famiglie di tutta Italia fino al 2050. Lo scenario mediano indica il superamento delle coppie senza figli dal 2047, a svantaggio delle coppie che invece hanno bambini.
Fatte le dovute proporzioni per il nostro territorio, in termini percentuali, oggi le famiglie con figli rappresentano il 27% dei nuclei familiari censiti a Como e provincia. Peraltro un figlio su tre ha almeno 20 anni, dunque non è più nella fascia dell’infanzia. Le coppie senza figli comasche sono il 21% del totale dei nuclei familiari. Il ribaltamento nel Lario avverrà nel 2040, quando le coppie con figli diventeranno meno rispetto alle coppie senza figli, 23% contro 23,1%.
L’analisi
Quelle pubblicate dall’Istat sono solo proiezioni, stime immaginate per il prossimo futuro su cui comunque possono incidere diverse variabili. E’ però una certezza quasi matematica l’aumento assoluto dei nuclei familiari, oggi nel Comasco poco meno di 270mila. Nei prossimi quindici anni a Como e provincia aumenteranno di circa sette punti percentuali. Il motivo è semplice, già da tempo cresce il numero delle persone sole, le famiglie composte da un solo soggetto. Anziani per la maggior parte, ma non soltanto. Oggi i nuclei familiari mono componente sul totale in provincia sono circa il 37%, nel 2040 diventeranno il 40%.
Un fatto connesso al calo demografico, marcato a Como da almeno quindici anni, ai flussi migratori e al generale invecchiamento della popolazione. Basti dire che oggi nel Comasco gli over 80 sono 47mila e sempre secondo l’Istat nel 2050 saranno circa 78mila.
Un fenomeno che incide sui servizi sanitari, sull’organizzazione delle scuole, sul sistema pensionistico, ma anche per esempio sull’abitare, con una mutazione della società che è già in corso. Note anche le ripercussioni sul tessuto produttivo, vista la riduzione della fascia in età lavorativa con un possibile prolungamento del periodo di attività, un fenomeno più marcato secondo l’Istat al sud e nelle aree rurali.
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