Como, i residenti di via Leoni esasperati: «Risse, schiamazzi, violenze. Ora basta»
La denuncia di alcuni abitanti della via che chiedono la chiusura del bar “De Luxe” «prima che si verifichi un episodio davvero grave»
Como
«È diventato un luogo degradato, viviamo nella paura». Esordiscono senza mezzi termini i residenti di via Leoni, esasperati dopo due anni di risse e urla notturne legati alla clientela del bar De Luxe. Una denuncia disperata che impone il rigoroso anonimato.
«Qui hanno tutti paura e nessuno si vuole esporre. Alcuni vicini di casa se ne sono andati dal palazzo dopo aver ricevuto minacce. Questa è una banda. Siamo sempre tutti sul chi va là, ma non abbiamo alcuna intenzione di trasferirci, dopo tanti sacrifici per comprare casa non è giusto che siamo noi quelli costretti ad andare, devono farlo loro prima che succeda qualcosa di grave». La via Leoni, stretta e delimitata da palazzi alti che amplificano ogni rumore, si trasforma ogni sera in una polveriera. «Aprono verso le 16 e dalle 19 in poi sembra la casa di Pablo Escobar, i livelli sono quelli. Rimbomba tutto: strillano ad altissimo volume, ballano e chiamano al telefono. Consumano centinaia di bottiglie di birra a settimana e al mattino sul marciapiede trovi di tutto».
L’esasperazione riguarda anche episodi di inciviltà e violenza quotidiana: «Ci sono degli episodi gravissimi, vediamo gente che in mezzo alla strada, senza nemmeno guardarsi attorno, inizia ad urinare. Succede normalmente. Per non parlare di vomito, tossici e pusher che gravitano in zona. Qualche settimana fa c’è stata una violenta rissa: quattro donne sudamericane e una tossica della zona hanno riempito di botte una ragazza. La Polizia è arrivata, ma la vittima non ha voluto sporgere denuncia perché terrorizzata».
La situazione del bar De Luxe è ben nota alle forze dell’ordine e all’amministrazione comunale. «Il sindaco in persona è al corrente di tutto e la Questura lo ha già fatto chiudere un paio di volte per motivi di sicurezza - proseguono i residenti -. Il Comune in primavera aveva imposto una limitazione di orario a tre mesi chiudendo alle 20, ma scaduto il provvedimento non è cambiato niente, il problema c’è ancora. Sappiamo che dopo la terza chiusura la licenza verrebbe revocata definitivamente, ma la terza sanzione sembra non arrivare mai».
Un senso di impotenza che cresce sera dopo sera: «L’altra sera è partito l’ennesimo parapiglia. Dopo otto chiamate ai vari referenti in Questura, come al solito non si è presentato nessuno e questi continuavano a picchiarsi ubriachi in mezzo alla strada. Abbiamo gruppi WhatsApp, mandiamo sistematicamente foto e video: in Questura e in Comune avranno un fascicolo alto un metro. Non si tratta di un’indagine per reati specifici, ma di un accumulo continuo di schiamazzi, molestie e disturbo della quiete pubblica».
Il timore principale è che il degrado, già presente nelle vie limitrofe, si insedi stabilmente: «Abbiamo già via Anzani dietro l’angolo che è diventata invivibile. E ora i problemi si sono spostati qui. Questa è sempre stata una via bellissima e tranquilla, con la pasticceria storica, i negozi, gli anziani e una scuola di inglese. Da due anni è in mano all’inciviltà. Chiediamo alle istituzioni di intervenire subito: le segnalazioni ci sono tutte, ora servono i fatti».
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