Como, nella basilica del Crocifisso
l’ultimo addio a Giampiero Maiocchi

La città è stretta intorno alla famiglia dell’imprenditore scomparso mercoledì mattina all’età di 95 anni

Como

Basilica del Crocifisso in viale Varese a Como gremita per l’ultimo saluto a Giampiero Maiocchi, scomparso mercoledì mattina. La città si è stretta intorno alla famiglia per testimoniare affetto e vicinanza nel momento dell’addio ad un imprenditore illuminato, per decenni figura di rilievo per Como.

Classe 1930, ha compiuto 95 anni lo scorso 17 ottobre. Il “dottor Maiocchi”, come lo chiamavano tutti era entrato nell’azienda edile fondata dal padre Angelo con Venanzio Nessi, la Nessi & Majocchi, che quest’anno festeggia il centenario, alla fine di agosto del 1955.. Alla fine degli anni Sessanta è stato presidente, dal 1967 al 1976, dell’Azienda autonoma di soggiorno e, dal 1979 al 1985 ha guidato per due mandati consecutivi la Camera di Commercio. Aveva seguito partite importanti come il centro espositivo Elmepe di Erba (assistette al crollo del tetto per la neve nel gennaio del 1985), che sarebbe poi cresciuto diventando l’attuale Lariofiere. E proprio all’inizio del 1985, da presidente del Tessile di Como, inaugurò i laboratori del Setificio alla presenza del Governo e di nomi come il presidente della Regione Giuseppe Guzzetti e del premio Nobel per la Fisica Carlo Rubbia (allora consulente del Centro Volta).

Nel 2001 Maiocchi fu tra gli undici big dell’economia comasca che scesero in campo accogliendo la sfida di un altro grande imprenditore visionario, Antonio Ratti, che voleva trasformare la Ticosa in un polo culturale cercando di scuotere gli amministratori pubblici dopo decenni di immobilismo. Tre anni più tardi, il 6 marzo 2004, a Villa Erba il suo nome figurava tra i dieci imprenditori e manager lariani che avevano contribuito a rendere Como famosa nel mondo.

Tanti i fili che lo legavano alle associazioni di volontariato (era, ad esempio, da sempre vicino a Comocuore) e sportive. Era stato presidente della Libertas negli anni Sessanta e successivamente della Canottieri Lario (di cui è rimasto socio benemerito), per la quale il papà Angelo nel 1920 era stato campione italiano, ma anche dirigente delle giovanili del Como ai tempi di Gigi Meroni. Sempre molto sensibile ai bisogni della città, nel 2008 aveva aderito alla sottoscrizione per restaurare “la Madunina de Comm” che, dopo la rimozione dalla chiesa dell’ex seminario, era stata rimessa a nuovo prima di essere collocata in via definitiva sulla cuspide del santuario della Madonna del Prodigio di Garzola. Nel 2016 molti ricordano il suo intervento (inascoltato) sul cantiere delle paratie bloccato.

Giampiero Maiocchi nel 2005 aveva perso la moglie Floriana e ora è lui a lasciare i figli Angelo (architetto, da anni alla guida dell’azienda), Elisabetta e Laura, nipoti e pronipoti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA