Como, nuova Ztl in arrivo: «Basta furgoni nelle aree pedonali»
Il sindaco Rapinese: «Prima di me una situazione di degrado pazzesca, ora siamo affidabili e possiamo attrarre investimenti dall’estero. Guardiamo al futuro, la “comaschità” degli anni Settanta non esiste più e forse non è un male»
Lettura 2 min.Como
«Se pensiamo alla bellezza paesaggistica di Como, possiamo dire di vivere in una città fantastica; però vi dico che nessun Comune del sud Italia si trovava in una situazione di degrado come quella che ho trovato quando sono stato eletto». Parola del sindaco di Como, Alessandro Rapinese, mercoledì ospite insieme al presidente del Consiglio comunale, Fulvio Anzaldo, del Rotary Club Baradello presieduto da Franco Brenna.
Nel suo intervento e nelle risposte alle domande dei soci, Rapinese ha evidenziato quanto già dichiarato al nostro giornale, un concetto che diventerà probabilmente il refrain della campagna elettorale in arrivo: «Quante scuole erano a norma prima che diventassi sindaco? Zero. E quanti impianti sportivi? Zero. Perfino Palazzo Cernezzi non era a norma, anche se il sindaco Antonio Spallino era stato avvisato dai Vigili del Fuoco nel lontano 1983: lui non ha fatto nulla e i suoi successori nemmeno». Tracciando quindi un bilancio del suo (primo?) mandato, Rapinese ha sottolineato in particolare il livello di affidabilità raggiunto dal Comune sotto la sua guida: «Ovunque vado nel mondo, Como è conosciuta: ma, per attrarre investimenti, come stiamo facendo, dobbiamo essere credibili; prima non lo eravamo, c’erano troppi favori fatti agli amici, non c’era certezza delle regole. Abbiamo impostato un metodo nuovo - ha detto ancora - e stiamo lavorando perché resti in eredità anche dopo di noi».
Più rigore e più certezze sul fronte della sosta con l’introduzione delle tariffe vulcano per agevolare i residenti («in alcune aree, tuttavia, differenzieremo le tariffe per non penalizzare chi abita a Como»), più ordine nella gestione delle concessioni («prendete ad esempio i tavolini dei bar: in piazza Mazzini ciascun commerciante aveva una concessione diversa, con criteri differenti, ora questo non esiste più»), maggiore trasparenza negli atti («pensate all’urbanistica: la pressione è enorme e prima di me alcune pratiche avanzavano più velocemente di altre»), nessuno sconto basato sull’amicizia o su altri fattori («c’erano società sportive che non hanno pagato la Tari per anni, ora non accade più»).
In questa chiave è arrivato anche l’annuncio di una revisione della Ztl: «Ci sarà un forte irrigidimento della zona a traffico limitato: non sopporto di vedere furgoni dove camminano le persone; alcune zone saranno fortemente tutelate, ci stiamo lavorando». °§Per fare tutto questo, il sindaco in questi anni si è scontrato con numerose realtà. C’è quindi la preoccupazione di aver perso voti in vista delle prossime elezioni? «Probabilmente è inevitabile - ha risposto il primo cittadino - ma il consenso non va da chi lo insegue: dobbiamo essere riconoscibili per la missione che facciamo, poi vedremo. Oggi tutti sanno che a Como non è più possibile fare quello che si vuole alla faccia del bene collettivo».
E nel futuro? «C’è un processo inarrestabile di Como - ha affermato ancora Rapinese - che dobbiamo trasformare in bene per tutti; il turismo è un’opportunità, dobbiamo consolidare partnership internazionali, creare nuovi progetti, sfruttare la potenza della nostra immagine come abbiamo fatto, ad esempio, con la mostra di Turner organizzata in collaborazione con la Tate di Londra; se ne parla pochissimo a Como e molto all’estero». Quindi la stoccata: «Inutile restare ancorati ad un’idea di “comaschità” degli anni Settanta che non esiste più e che forse non era tanto bella:occorre guardare al futuro, attrarre investimenti dall’estero; ma, per farlo, sono necessari messaggi chiari, a partire dal decoro, dall’ordine e dalla pulizia. Nei prossimi mesi - ha concluso il sindaco - non perdete tempo ad ascoltare chi vende fumo: contano i fatti». Altri esempi? «Per Villa Margherita il canone che riceveva il Comune era di 90mila euro, oggi sarà probabilmente il triplo; un bar di viale Geno paga oggi un affitto al Comune undici volte superiore rispetto a quello che veniva pagato prima». Alcune scelte possono non piacere - Rapinese ne è consapevole -, ma sono chiare e seguono una linea precisa: questo il pensiero del sindaco.
Sulla coerenza, in effetti, c’è poco da discutere. La prossima scadenza elettorale dirà quanto questa linea sia effettivamente apprezzata dalla maggioranza dei cittadini comaschi e se il messaggio di Rapinese sindaco sia stato efficace tanto quanto quello di Rapinese oppositore
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