Como passa da otto a cinque istituti comprensivi. La Corridoni e la Carluccio sono già “ex”

Il piano. Accorpamenti e trasferimenti dei plessi: le novità in programma già dal prossimo anno. Como Centro perde la scuola dell’infanzia di via Zezio ma acquisisce quella in Salita Cappuccini

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«Efficacia ed efficienza» è un binomio che compare tre volte nel piano di riorganizzazione della rete scolastica che si potrebbe realizzare già a partire dal prossimo anno scolastico.

Quel piano, riassunto in una relazione riepilogativa, è stato firmato da Vincenzo Aiello nel suo ultimo giorno come dirigente ad interim dei Servizi alla persona (31 agosto). Nel preambolo si ricorda che «negli ultimi tre anni scolastici, il numero totale degli iscritti nei plessi aventi sede nel Comune di Como, facenti parte degli 8 Istituti Comprensivi, è sceso da 5.620 alunni a 5.210, registrando una flessione complessiva del 7,3%». A perdere più bambini sono state le scuole di Prestino e Breccia (-24,7%). Il calo previsto nei prossimi tre anni - si legge nel documento - è del -4,6%. Da qui la proposta di riorganizzazione della rete scolastica, con accorpamenti e ridistribuzioni dei plessi in quelli che saranno cinque nuovi istituti comprensivi, cioè tre in meno rispetto ad ora.

Prima di tutto l’Ic Como Prestino-Breccia e l’Ic Como Rebbio si uniranno nel nuovo Ic Como Spina Verde, che oggi accoglierebbe 1.002 alunni. I plessi di San Fermo e Cavallasca che fanno parte dei due istituti virtualmente fusi si staccheranno e confluiranno con Faloppio. L’Ic Como Albate e l’Ic Como Lora-Lipomo saranno raggruppati nell’Ic Como Valbasca, ma non solo. L’asilo di Salita Cappuccini (di cui il Comune ha rinviato la chiusura) e la primaria di Montelungo sarebbero escluse dalla fusione e finirebbero nel calderone dell’Ic Como Centro città.

Allo stesso tempo, come in una catena di meccanismi, il Como Centro perderà la scuola dell’infanzia “Gianni Rodari” in via Zezio, traslata sull’Ic Como Lago. A questo punto della relazione, si parla della primaria “Filippo Corridoni”, che nella tabella riepilogativa è preceduta da “ex”. Due lettere che, ad oggi, sono smentite dall’ultimo pronunciamento del Consiglio di Stato, che ha sospeso il provvedimento di chiusura. Tornando al documento, si parla della Corridoni perchè i 202 bambini vengono conteggiati insieme a quelli della primaria di via Fiume. Nella relazione si ricorda anche che, con la Corridoni chiusa, tra le sedi individuate per il trasferimento, ci sono pure le due primarie “Nazario Sauro” e “Fabio Filzi”. A sua volta, la ”Nazario Sauro” di via Perti viene acquisita dall’Ic Como Lago, così come l’asilo di via Zezio.

Infine, il quinto istituto comprensivo che viene a crearsi è l’Ic Como Nord Ovest, che ingloba l’Ic Como Borgovico e l’Ic Como Nord, per un totale di 14 plessi. Questo perchè, oltre alla primaria di Ponte Chiasso chiusa la scorsa primavera, «si ritiene opportuno chiudere la scuola dell’infanzia “Luigi Carluccio”». I bimbi in questione si trasferirebbero negli spazi della scuola dell’infanzia “Raschi”. Ultimo rimaneggiamento riguarda Monte Olimpino, con il trasferimento definitivo della scuola dell’infanzia di via Amoretti nell’ex scuola in via Don Luigi Monza, dove si trovano già due delle tre sezioni.

La relazione, inviata al sindaco Alessandro Rapinese e al vicesindaco Nicoletta Roperto, si conclude con l’auspicio che questa riorganizzazione permetterà, tra le altre cose una «riduzione della frammentazione nella gestione dei vari plessi scolastici» e un «ottimizzazione della logistica delle direzioni scolastiche».

Le reazioni

Spuntato il documenti, i primi a reagire sono stati tre rappresentanti cittadini del Pd: Daniele Valsecchi, Stefano Legnani e Francesco Finizio. «Ancora una volta assistiamo al solito, logorante “fare e disfare” di un’amministrazione che, per l’ennesima volta, pretende di cambiare le carte in tavola smantellando quanto fatto prima e ripartendo da zero. È un piano calato dall’alto, elaborato senza il minimo confronto con gli istituti coinvolti» scrivono, affermando che il frutto del mancato dialogo sono «decisioni sbagliate, frettolose e scellerate che hanno come unico risultato quello di generare caos e gettare nell’angoscia e nell’incertezza le famiglie, i docenti e tutto il personale scolastico».

Oggi anche Sergio Gaddi si è aggiunto alle repliche, definendo il piano di riorganizzazione come «l’ennesimo atto di guerra contro l’efficienza e la qualità del sistema scolastico. Oltre alle altre insensate chiusure previste, si insiste ancora sulla scuola Corridoni». Forza Italia quindi «esprime l’assoluta contrarietà al piano e confida che nel passaggio in Provincia venga bocciato senza appello, perché la valenza politica supera di gran lunga eventuali tecnicismi o interpretazioni formali. Le famiglie si tutelano con i sevizi e con il dialogo, non con le chiusure». Stessa posizione condivisa anche da Stefano Molinari (FdI) che parla di contraddizioni nel piano, riferendosi alla Corridoni e alla primaria già chiusa di Ponte Chiasso, quartiere dove si trasferirebbe la scuola dell’infanzia di Monte Olimpino. «Rapinese lo porterà in Consiglio comunale e la sua maggioranza potrà approvarlo. Ma poi il piano arriverà in Provincia. E lì i consiglieri provinciali non dovranno limitarsi a una semplice presa d’atto. E dove ci sono decisioni sbagliate o contraddittorie, dovranno avere la responsabilità politica di bocciarle».

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