Per colpa del maltempo, diverse piante sono cadute a Como. L’agronomo: «Servono più controlli e un censimento»

L’esperto Sono diversi gli alberi a rischio caduta in città. Angelo Vavassori, noto agronomo del territorio: «Quando un albero cade non è mai una casualità»

Eventi estremi e mancate manutenzioni, sempre più alberi in città a rischio caduta.

L’ultimo temporale unito alle raffiche di vento ha causato parecchi danni nel capoluogo. Strade, auto, case sono state colpite da tronchi e rami crollati a terra.

«Quando cade un albero c’è sempre un motivo – spiega Angelo Vavassori, noto agronomo comasco – non si tratta mai di casualità. Nel caso specifico contano certo gli eventi estremi. Il vento era sostenuto, ma era comunque medio-forte, certo in presenza di situazioni già critiche può fare danni».

Molti ambientalisti puntano il dito contro i cambiamenti climatici. «Conta molto però anche la situazione intrinseca della pianta – ribatte Vavassori - Grazie al censimento comunale degli alberi è possibile in città valutare la qualità di ciascuna pianta. Il tema, parlando questa volta di prevenzione, è monitorare l’albero e giudicare la propensione al cedimento. Esistono dei parametri tecnici, con l’indicazione di controllare le piante ciclicamente entro certi limiti di tempo».

Il rischio è che un patrimonio arboreo trascurato possa più facilmente andare incontro a eventi critici. Le cadute a Como sono frequenti anche senza temporali, nel parco di Villa Olmo è appena crollato un grosso ramo di un prezioso cedro che deve essere messo in sicurezza.

«Ma è una responsabilità collettiva, che tocca anche ai privati, ai condomini che hanno nei giardini alberi di grandi dimensioni – dice ancora Vavassori – E a maggior ragione tocca alle amministrazioni pubbliche. I costi sono davvero relativi, figurarsi a fronte di danni di importanti entità. Questo non significa andare a potare in maniera drastica ed errata certi alberi, come purtroppo spesso si nota. Tanto meno abbattere piante che meritavano di avere una vita ancora lunga ed in realtà non erano malati o sofferenti, cosa che ho notato negli scorsi giorni anche a Como per esempio in via Belvedere».

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