Il Comune di Como insiste con le chiusure delle scuole. Stasera la protesta dei fischietti

Il caso Arriva in Consiglio il controverso piano di riorganizzazione delle sedi scolastiche. Confermato l’addio all’asilo di via Volta e alla Corridoni. Petizione online: 340 firme di protesta

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Como

Questa sera il consiglio comunale discuterà il nuovo piano di riorganizzazione delle scuole per il prossimo anno scolastico che va a ricalcare fedelmente quello inviato lo scorso 31 agosto da Palazzo Cernezzi all’amministrazione provinciale e che includeva, oltre alla riduzione del numero di istituti comprensivi con spostamenti e accorpamenti, l’addio all’asilo Carluccio di via Volta e la chiusura totale della Corridoni di via Sinigaglia. Chiusura del codice meccanografico che significa nessuna possibilità di iscriversi all’inizio del prossimo anno e il trasferimento degli alunni in altre scuole. Nella delibera in discussione, approvata dalla giunta e poi inviata al consiglio, si fa riferimento alla sospensiva del Consiglio di Stato, ma viene indicata la volontà di proseguire comunque. Il piano è stato contestato da più parti e solo pochi giorni fa sei presidenti di Consigli di istituto su otto Istituti comprensivi, che corrispondono a scuole con circa 4300 alunni sui 5200 totali, hanno chiesto al sindaco Alessandro Rapinese di bloccarlo in quanto è il terzo in tre anni e, soprattutto, poiché non vengono date indicazioni su lavori, ammodernamenti e tempistiche di intervento nei plessi.

Oggi la manifestazione a Palazzo Cernezzi

Per questa sera alle 19 (ora di inizio della seduta) all’esterno del Comune di Como è programmata una manifestazione promossa dall’associazione Nova Como. I vertici Vincenzo Falanga e Teresa Minniti condurranno la “protesta con i fischietti” dallo slogan “Con la scuola non si gioca, basta improvvisazione. Como fischia: cartellino rosso, è ora di fermarsi”. Chiedono «programmazione, tempi certi, investimenti coerenti e confronto». Nel frattempo on line è scattata anche la mobilitazione dei docenti con una petizione lanciata su change.org da Silvia Malanchin, referente di plesso dell’asilo di via Zezio, e da Maria Grazia Bozzi, insegnante alla scuola dell’infanzia Raschi arrivata a 340 firme. «Come comunità di insegnanti che vive sul campo la complessità e la bellezza di questo processo – si legge - diciamo un no fermo, unanime e motivato a un’operazione burocratica di dimensionamento che riduce la scuola a mero calcolo di numeri e spazi, calpestando la centralità della didattica e il valore delle relazioni umane.

Un genitore chiede di non votare il piano

Da quanto si apprende nelle caselle di posta elettronica di tutti i consiglieri comunali è stata recapitata una lettera firmata da un genitore nella quale lancia un appello affinché non si voti il piano. «Nei due precedenti piani di riorganizzazione scolastica da voi votati – scrive - erano previste la chiusura o il trasferimento di otto tra scuole dell’infanzia e scuole del primo ciclo. Ora, anche voi saprete sicuramente quante di queste chiusure o trasferimenti sono state effettivamente realizzate, cioè solamente una. Questo dato dovrebbe portare a una riflessione condivisa, perché testimonia quanto sia stata limitata, fino a oggi, la capacità di questa amministrazione di portare avanti i progetti proposti, generando comunque grandi disagi e preoccupazioni alla famiglie e nessun risultato concreto».

Si stanno muovendo anche le opposizioni. Il capogruppo di Svolta Civica Vittorio Nessi ha diffuso ieri un lungo elenco di 20 domande (dalla necessità di convocazione urgente per un tema che era già definito a fine agosto al merito di ciascun istituto) sottoporrà in commissione (alle 17) e poi al sindaco in consiglio e sul piede di guerra c’è già Forza Italia, intervenuta a più riprese con la consigliera Paola Ceriello, ma anche Pd e Lega stanno preparando gli interventi.

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